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Dalla Cina un colpo durissimo ai big dell’auto tedesca: numeri in rosso

I dati del primo semestre confermano la crisi dei tre colossi tedeschi dell’auto in Cina, dove la concorrenza locale erode quote e ricavi.
Il mercato cinese continua a rappresentare il principale ostacolo per l’industria automobilistica tedesca. I numeri del primo semestre mostrano come BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen abbiano perso tra il 20% e il 28% dei volumi di vendita nel Paese asiatico rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A incidere su questi risultati è soprattutto la crescente competitività dei marchi locali, in grado di proporre veicoli tecnologicamente avanzati a prezzi più contenuti, specialmente nel comparto delle auto elettriche, dove i produttori tedeschi mostrano difficoltà crescenti a mantenere posizioni di mercato un tempo consolidate.
Mercedes-Benz è il marchio più colpito dal crollo cinese.
Tra i tre gruppi, Mercedes-Benz registra la contrazione più severa, con una perdita di volumi vicina a un terzo. La divisione Mercedes-Benz Cars ha chiuso i primi sei mesi con 837 mila unità consegnate, in calo del 7% su base globale. Il mercato cinese, arretrato del 28%, ha di fatto cancellato i progressi ottenuti in Europa (+5%) e Nord America (+15%).
Le vetture a batteria del marchio crescono invece del 51% a livello mondiale, un risultato trainato quasi interamente dal Vecchio Continente, dove nel secondo trimestre l’incremento ha toccato l’87%. La casa di Stoccarda attribuisce il rallentamento cinese a “un contesto di mercato e macroeconomico complessivamente molto più debole” e a “un’intensa concorrenza”, una spiegazione che si applica, di fatto, all’intero settore automobilistico tedesco.

Anche BMW paga il conto della frenata asiatica.
Il gruppo BMW chiude il semestre con 1,16 milioni di vetture consegnate, in flessione del 4,2% a livello globale. Le performance positive registrate in Europa (+5,4%) e nelle Americhe (+3%) non sono state sufficienti a compensare il -20,4% messo a segno da BMW e Mini sul mercato cinese, dove mancano dettagli ufficiali sulla ripartizione delle vendite tra motorizzazioni elettriche e termiche.
Il dato cinese resta comunque il più contenuto tra i tre gruppi tedeschi, pur confermando un trend negativo che coinvolge l’intero settore, alle prese con una concorrenza locale sempre più aggressiva.
Il gruppo Volkswagen e le difficoltà di Porsche.
Il gruppo Volkswagen ha commercializzato 4,126 milioni di veicoli nel semestre, con un calo del 6,3%. I risultati positivi in Europa (+2,9% a ovest, +72% nell’area centrorientale) e in Sud America (+8,3%) sono stati annullati dal -25,9% registrato in Cina, legato in gran parte al crollo delle elettriche (-47,9%), fattore che ha spinto in negativo anche il dato globale delle auto a batteria del gruppo (-5,8%).
All’interno del gruppo, Porsche mostra la flessione più marcata: 122.306 unità vendute, con un calo del 16,5%, penalizzato non solo dal -32% cinese ma anche da Germania (-6%) e Stati Uniti, dove pesano la fine degli incentivi sulle elettriche e lo stop produttivo della 718 termica. Audi ha contenuto le perdite al 7,2%, mentre il marchio Volkswagen ha ceduto il 10,9%. Cresce invece Skoda (+9,1%), mentre Cupra e Seat restano stabili, con un lieve calo dell’1%.
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