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Chi guida davvero la rivoluzione elettrica nel mondo, la classifica completa

Le auto a batteria crescono nel mondo a ritmi molto diversi, con la Norvegia al 98% e gli Stati Uniti ancora indietro.
Il quadro reale della mobilità a zero emissioni cambia molto se si osservano soltanto le vetture 100% elettriche, escludendo ibride plug-in e modelli ad autonomia estesa che spesso gonfiano le statistiche generali. È questo l’approccio scelto da Felipe Munoz, analista dell’industria automobilistica e autore della rubrica Motor1 Numbers, in un nuovo studio condotto su 66 mercati internazionali.
Il primo dato che emerge riguarda la distanza tra i Paesi più avanzati e la media globale, ferma appena al 14,3%: un divario che racconta quanto la transizione proceda in modo disomogeneo, con alcuni mercati vicini alla trasformazione completa e altri ancora agli inizi.
Stati Uniti, India e Giappone mantengono un passo più lento
Tra i mercati che faticano di più a decollare figurano gli Stati Uniti, dove la diffusione delle BEV resta sotto le attese. Pesano soprattutto le modifiche agli incentivi statali e la preferenza crescente dei clienti verso le ibride tradizionali, considerate ancora un’alternativa solida.
Situazione simile in India e Giappone. Nel mercato indiano la crescita è frenata dalla scarsa diffusione di modelli cinesi economici, mentre in Giappone continua a prevalere la scelta ibrida, sostenuta dalla lunga leadership di Toyota nel settore.

Asia e piccoli mercati emergenti sorprendono nella classifica
Diverso il discorso per alcune realtà meno scontate. Singapore ha guadagnato una posizione di rilievo grazie al forte peso dei costruttori cinesi, mentre il Vietnam deve i suoi numeri soprattutto al marchio locale VinFast, attivo anche nella produzione di veicoli elettrici.
Tra le sorprese più significative compare l’Uruguay, che supera la quota di mercato di Paesi tradizionalmente più associati all’auto elettrica. Anche la Turchia, sostenuta dal costruttore nazionale Togg, e la Colombia, dove l’ingresso di Tesla ha spinto le vendite, si collocano su livelli superiori alla media mondiale.
La top ten mondiale premia i mercati del Nord Europa
A guidare la classifica resta la Norvegia, dove le BEV hanno rappresentato il 97,9% delle nuove immatricolazioni nel primo trimestre. Seguono Hong Kong con l’82,2%, che diffonde dati separati rispetto alla Cina continentale, e la Danimarca con l’80%.
Completano i primi dieci posti Singapore (57,6%), Finlandia (46,9%), Svezia (40,7%), Belgio (34,7%), Vietnam (33,1%), Malta (32,4%) e Islanda (32,2%). L’Italia si trova molto più distante, al 39° posto con una quota del 7,9%, a conferma delle forti differenze che ancora separano i mercati europei.
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