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Porsche, crisi senza fine: la Casa ha confermato la decisione drastica

Porsche annuncia il taglio di quattromila posti a Zuffenhausen, nuovo duro colpo per l’occupazione nel settore automobilistico tedesco.
La crisi occupazionale nell’automotive tedesco non si arresta e Porsche diventa l’ultimo esempio di una tendenza sempre più marcata. Il costruttore di Stoccarda ha confermato l’intenzione di eliminare fino a 4.000 posti di lavoro nello storico stabilimento di Zuffenhausen, decisione anticipata dal quotidiano economico Handelsblatt e destinata a incidere profondamente sull’intero comparto.
L’azienda ha comunque assicurato l’assenza di licenziamenti forzati, privilegiando strumenti alternativi per gestire la riduzione del personale.
Il contesto: una crisi che dura da mesi a Stoccarda
Prima di analizzare i nuovi tagli, occorre inquadrare il fenomeno nel suo insieme. Già nei mesi scorsi Porsche aveva soppresso 3.900 posizioni, un numero che sommato ai tagli appena annunciati porta il totale a livelli particolarmente pesanti per la regione.
Nel territorio limitrofo allo stabilimento principale, il marchio ha inoltre programmato l’eliminazione di circa 1.900 posti aggiuntivi e non ha rinnovato circa 2.000 contratti a tempo determinato. Nel mese di maggio, poi, sono arrivate la chiusura di tre uffici e l’uscita di altri 500 dipendenti. Numeri che segnano di fatto la fine dello status di grande datore di lavoro storicamente associato al marchio dello stemma.

La portata dei nuovi tagli e la riduzione della produzione
Zuffenhausen non è un sito qualunque per Porsche: ospita infatti la sede amministrativa e i reparti di ricerca e sviluppo, il vero cuore pulsante delle attività del costruttore. Proprio per questo il nuovo intervento assume un peso particolare all’interno della strategia aziendale.
Il ridimensionamento del personale è collegato a un piano più ampio di contenimento della capacità produttiva, con una riduzione stimata fino al 30%. I tagli coinvolgono trasversalmente ruoli amministrativi, mansioni tecniche, personale operaio e figure manageriali, senza risparmiare alcun livello dell’organizzazione.
I nomi dei manager coinvolti e le tempistiche del piano
Tra le indiscrezioni raccolte dalla stampa specializzata circolano i nomi di alcune manager di alto profilo vicine all’uscita dall’azienda. Si parla della responsabile per l’Europa Iryna Kauk, di Christiane Zorn, a capo della divisione dedicata ai mercati esteri e in crescita, e di Maryam Djavadi, responsabile dei programmi di personalizzazione dei veicoli.
Per quanto riguarda le modalità operative, Porsche punta soprattutto sul pre-pensionamento come alternativa ai licenziamenti forzati. Un pacchetto di misure dettagliato è atteso entro la fine di luglio, al termine del percorso di confronto con le parti sociali, un passaggio necessario prima dell’attuazione definitiva del piano.
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