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Non è il solito pick-up: BYD promette di riscrivere le regole del segmento

Dettaglio anteriore, del nuovo BYD Shark.

BYD Shark debutta a Goodwood con il sistema Super Hybrid DMO: 436 cavalli, 90 chilometri in elettrico puro e funzione Vehicle-to-Load.

Il Festival of Speed di Goodwood, palcoscenico storico dedicato ai motori a benzina più celebri del mondo, ha ospitato quest’anno un protagonista inatteso: un pick-up cinese firmato BYD e battezzato Shark. Il nome non è casuale, richiama un predatore capace di percorrere lunghe distanze senza sprecare energia, ed è proprio questa la filosofia dietro al nuovo modello.

Il veicolo monta la tecnologia Super Hybrid DMO, un sistema che affianca a un motore termico un’architettura elettrica avanzata, capace di garantire fino a 436 cavalli complessivi. Tra le sue caratteristiche più discusse c’è la possibilità di percorrere i primi 90 chilometri in modalità completamente elettrica, oltre a una capienza abitativa e a soluzioni tecnologiche pensate per il comfort quotidiano.

Il nuovo pick-up BYD Shark.
BYD Shark (ph. BYD) – mondo-motori.it

La strategia dietro il nuovo pick-up ibrido

BYD, ormai lontana dall’immagine di semplice imitatrice (“il cinese che copia”), si conferma un’azienda capace di dettare le tendenze del settore automotive. Il costruttore ha scelto di trasferire la propria tecnologia Super Hybrid DMO anche nel segmento dei pick-up, storicamente legato ai motori termici tradizionali.

Il motore a benzina da 1.5 litri installato sullo Shark non spinge direttamente le ruote nella maggior parte delle condizioni di utilizzo, ma funziona da generatore per due motori elettrici. Il risultato è un’autonomia complessiva superiore ai cinquecento chilometri, un telaio a longheroni pensato per un uso fuoristradistico reale e una capacità di traino dichiarata di 2.500 chilogrammi.

Il nuovo pick-up BYD Shark.
BYD Shark (ph. BYD) – mondo-motori.it
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Design aggressivo e interni orientati al comfort

Sul piano estetico lo Shark mantiene i tratti classici del segmento: muso marcato, gruppi ottici affilati e fiancate scolpite che richiamano l’estetica dei pick-up americani più muscolosi. L’abitacolo, però, racconta una storia diversa da quella suggerita dalla carrozzeria.

All’interno trovano posto sedili ventilati, un doppio schermo di grandi dimensioni e un impianto audio Dynaudio. La seconda fila di sedute viene descritta dalla casa come più confortevole di quella di numerosi SUV premium, un dettaglio che segnala come il pick-up non sia più destinato esclusivamente a un pubblico professionale, ma punti anche a un utilizzo quotidiano e familiare.

Vista degli interni del nuovo BYD Shark.
Gli interni del nuovo BYD Shark (ph. BYD) – mondo-motori.it

La funzione Vehicle-to-Load cambia l’utilizzo del pick-up

Tra gli elementi più interessanti dello Shark spicca la funzione Vehicle-to-Load, resa possibile da due prese da sei kilowatt posizionate sul cassone. Grazie a questa soluzione il veicolo può alimentare direttamente utensili da cantiere, piccoli elettrodomestici o impianti audio portatili, trasformandosi in una fonte di energia mobile oltre che in un mezzo di trasporto.

Questa caratteristica introduce un cambiamento culturale prima ancora che tecnico: il pick-up diventa un’estensione del cantiere o dell’attività lavorativa di chi lo utilizza. Sul fronte del mercato, se le prestazioni dichiarate verranno confermate nell’uso reale, lo Shark potrebbe rappresentare per il segmento dei pick-up ciò che l’elettrificazione ha già portato a berline e SUV: maggiore versatilità e minori compromessi tra prestazioni ed efficienza.


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Riproduzione riservata © - MM

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