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Prezzi carburanti: il Governo valuta un taglio delle accise ad agosto

Il Governo valuta un decreto sulle accise mobili finanziato dall’extra gettito Iva mentre benzina e diesel restano sopra i 2 euro al litro.
Con l’esodo di agosto ormai alle porte, l’esecutivo starebbe valutando un nuovo intervento sui prezzi dei carburanti, questa volta con una formula inedita chiamata accise mobili. L’ipotesi prende corpo proprio nei giorni in cui benzina e diesel restano stabilmente sopra i 2 euro al litro al servito, secondo le rilevazioni di Staffetta Quotidiana basate sui dati dell’Osservaprezzi Mise.
Alla base dei rincari ci sono le quotazioni del petrolio, con il Brent oggi a 90,14 dollari al barile: in calo rispetto alla chiusura della settimana precedente, ma ancora circa 20 dollari in più rispetto allo scorso anno. Le tensioni in Medio Oriente restano il fattore principale dietro l’impennata dei listini alla pompa.

Cosa sono le accise mobili e come funzionerebbe il nuovo meccanismo
L’idea allo studio dell’esecutivo si differenzia dalle misure adottate in passato. Il meccanismo prevede l’utilizzo dell’extra gettito Iva per finanziare in modo temporaneo una riduzione delle accise, senza gravare direttamente sulle casse pubbliche.
Il ragionamento nasce dal fatto che, con i prezzi alti, le compagnie petrolifere hanno incassato maggiori proventi e di conseguenza lo Stato ha registrato entrate Iva superiori al previsto. Proprio queste risorse aggiuntive verrebbero destinate al taglio delle accise, secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime ore.
L’allarme di Assoutenti: “Servono subito risorse per tagliare le accise”
A sollecitare un intervento rapido è Assoutenti, che oggi ha diffuso una nota indirizzata al Governo. Nel testo si legge: “Il governo deve reperire al più presto le risorse necessarie per tagliare in modo consistente le accise sui carburanti e deve farlo in fretta, perché la salita senza sosta dei prezzi alla pompa rischia di avere effetti devastanti sull’economia italiana”.
Secondo l’associazione dei consumatori, il rincaro dei listini alla pompa non riguarda solo il pieno dell’auto, ma può innescare un effetto domino sull’intera economia nazionale. La nota prosegue così: “L’abnorme crescita dei listini ai distributori non ha effetti solo sul pieno, ma rischia di creare un effetto domino sull’economia italiana portando a rincari a cascata in tutti i settori con conseguente perdita del potere d’acquisto delle famiglie e contrazione dei consumi che già non godono di buona salute. Per questo riteniamo indispensabile tagliare subito le accise, con lo sconto che deve essere esteso almeno fino al 6 settembre, quando termineranno i rientri estivi degli italiani”.
I prezzi aggiornati di benzina, diesel, Gpl e metano rilevati oggi
Il quadro fornito da Staffetta Quotidiana fotografa con precisione la situazione al 27 luglio 2026. La benzina in modalità self-service costa in media 1,984 euro al litro, mentre al servito il prezzo sale a 2,118 euro. Il diesel segue un andamento simile, con 2,186 euro al self-service e 2,321 euro al servito.
Per chi sceglie alimentazioni alternative i costi restano più contenuti: il GPL si attesta a 0,758 euro al litro in self-service e a 0,752 euro al servito, mentre il metano costa 1,592 euro in modalità self-service e 1,601 euro al servito, numeri destinati comunque a pesare sulle famiglie proprio nelle settimane di maggiore traffico sulle autostrade italiane.
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