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Sosta alle colonnine di ricarica: regole e sanzioni del Codice della Strada

Stalli di ricarica occupati impropriamente: le regole del Codice della Strada, i limiti orari e le multe previste per auto e moto.
Occupare uno stallo dedicato alla ricarica senza averne titolo può costare caro: il Codice della Strada prevede sanzioni economiche precise per chi lascia il veicolo davanti a una colonnina senza rispettare le regole. La normativa riguarda tanto le auto con motore termico quanto quelle elettriche, perché il diritto a sostare in quello spazio dipende dall’uso effettivo del punto di ricarica.
A Milano, però, un progetto pilota chiamato City Plug sta cambiando le carte in tavola, superando l’idea stessa di parcheggio riservato in modo esclusivo. Un modello che potrebbe estendersi presto ad altre città italiane.
Le multe per chi occupa abusivamente lo stallo di ricarica
Chi lascia il proprio mezzo in uno stallo dedicato senza rispettare le condizioni previste dalla legge rischia una sanzione economica, indipendentemente dal tipo di alimentazione del veicolo. Per motocicli e ciclomotori l’importo va da 41 a 168 euro, mentre per le automobili e gli altri mezzi la multa oscilla tra 87 e 345 euro. La violazione, inoltre, può essere contestata per ogni giorno in cui il veicolo continua a occupare lo spazio senza averne diritto.
Un aspetto spesso poco conosciuto riguarda proprio i proprietari di auto elettriche: anche loro possono ricevere una multa se, terminata la ricarica, lasciano il mezzo parcheggiato oltre il tempo massimo consentito. Possedere un veicolo a batteria, quindi, non garantisce alcun privilegio automatico sullo stallo: ciò che conta è l’utilizzo effettivo della colonnina.

Il limite di un’ora e l’eccezione notturna previsti dal Codice della Strada
Le regole attuali derivano dal Decreto Semplificazioni del 2020, che ha fissato un tempo massimo di sosta gratuita una volta completata la ricarica. Un’auto elettrica o un ibrido plug-in può restare parcheggiato nello stallo per un’ora al termine del rifornimento di energia; superato questo limite, l’automobilista deve liberare il posto per lasciarlo ad altri utenti.
Una deroga importante riguarda le ore notturne: dalle 23 alle 7 del mattino il vincolo temporale non si applica, una scelta pensata per non costringere i conducenti ad alzarsi nel cuore della notte solo per spostare l’auto. Alla base di questa disciplina resta il principio stabilito dall’articolo 158 del Codice della Strada: gli spazi riservati alle infrastrutture di ricarica sono destinati esclusivamente ai veicoli elettrici impegnati nel rifornimento, e non possono trasformarsi in un parcheggio di cortesia per chi guida un mezzo a batteria.
A Milano il progetto City Plug supera il concetto di stallo dedicato
Diverso è l’approccio adottato a Milano con City Plug, iniziativa sviluppata insieme ad A2A per diffondere la ricarica di quartiere nei diversi rioni cittadini. L’obiettivo del Comune è distribuire migliaia di punti di ricarica lenta sul territorio, offrendo un’alternativa concreta a chi non dispone di garage o wallbox privata.
La particolarità del progetto sta nell’assenza di stalli riservati in modo esclusivo: le colonnine, a bassa potenza (fino a 7 kW) e pensate per soste lunghe, sono integrate nei normali parcheggi pubblici, così il posto non resta inutilizzato quando nessuno ha bisogno di ricaricare. In questo contesto le regole previste per gli stalli tradizionali non trovano applicazione, perché il parcheggio conserva la sua funzione pubblica generale. Il modello, già sperimentato a Brescia, dove alcune prese sono state integrate nei lampioni dell’illuminazione pubblica, e successivamente a Monza, sarà esteso anche a Roma e Forlì.
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