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Arriva il sorpassometro: come funziona il nuovo dispositivo, e cosa si rischia

Il sorpassometro individua i sorpassi vietati nei tratti a rischio e punisce con multe fino a 1.300 euro e taglio di punti sulla patente.
Un nuovo strumento elettronico si affianca ai controlli tradizionali sulle strade italiane, con l’obiettivo di contrastare le manovre più pericolose messe in atto dagli automobilisti più “disinvolti” al volante. Si tratta del sorpassometro, un dispositivo che, a differenza dell’autovelox, non misura la velocità ma individua i sorpassi vietati compiuti nei punti dove la strada presenta maggiori criticità.
Le sanzioni previste risultano severe, con multe che possono arrivare fino a 1.308 euro e una consistente perdita di punti sulla patente. Il sistema si concentra sui tratti dove un sorpasso azzardato può trasformarsi in un incidente: curve poco visibili, dossi, carreggiate strette o segmenti con linea continua.
Multe salate per chi viene sorpreso a effettuare sorpassi vietati
Secondo l’articolo 148 del Codice della strada, chi effettua un sorpasso vietato rischia una sanzione compresa tra 167 e 665 euro, con la contestuale perdita di 10 punti sulla patente. Nei tratti particolarmente rischiosi, come in prossimità di curve, dossi o incroci, l’importo può salire fino a 1.308 euro.
Per i neopatentati, in caso di recidiva entro due anni, scatta anche la possibile sospensione della patente. Diversa risulta invece la posizione di chi supera semplicemente una linea continua senza compiere un vero sorpasso: la violazione resta punibile, ma con conseguenze più lievi, ovvero una multa inferiore e la decurtazione di soli 2 punti.

Dove vengono installati i dispositivi e quali regole ne autorizzano il posizionamento
I sorpassometri non possono essere collocati liberamente lungo qualsiasi arteria stradale. La loro installazione richiede l’autorizzazione del Prefetto e deve essere motivata dalla pericolosità oggettiva del tratto individuato, sulla base di elementi concreti come l’elevato numero di incidenti registrati o la particolare conformazione della carreggiata.
Non bisogna quindi aspettarsi la presenza del dispositivo dietro ogni curva della rete viaria. L’obiettivo dichiarato dalle autorità consiste nell’intervenire unicamente nei punti dove una manovra irregolare rischia di provocare conseguenze gravi, concentrando così i controlli dove risultano davvero necessari.
Come funziona il sistema di rilevamento e come presentare ricorso contro la multa
Il meccanismo del sorpassometro ricorda quello di altri sistemi automatici già diffusi sulle strade italiane. Telecamere e sensori sorvegliano il tratto interessato e, quando rilevano una possibile infrazione, registrano le immagini della manovra sospetta, che vengono poi trasmesse alla centrale della Polizia Locale per la verifica da parte di un operatore prima dell’emissione della sanzione.
La contestazione può avvenire anche in un momento successivo rispetto all’episodio, senza fermare il veicolo sul posto. L’ultima versione del dispositivo è il modello SV3, approvato nel 2024, con un sistema di analisi delle immagini più avanzato. Anche le multe emesse tramite sorpassometro possono essere impugnate: il ricorso va presentato al Prefetto entro 60 giorni oppure al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica, per motivi legati alla segnalazione della postazione o alla regolarità tecnica dell’apparecchio, che deve essere obbligatoriamente omologato.
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