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Auto rovente in estate: le regole e le mosse giuste per proteggersi

Auto al caldo, aria condizionata e guida estiva: regole, rischi e accorgimenti pratici per viaggi più sicuri senza sprechi né multe.
Sotto il sole estivo, una vettura ferma può superare rapidamente i 50°C nell’abitacolo. Il caldo non crea solo disagio: riduce attenzione, prontezza sui pedali e comfort nei viaggi, con ricadute dirette sulla sicurezza.
Per questo molti automobilisti ricorrono a vecchi “trucchi”, non sempre validi con le auto attuali. La gestione corretta parte da tre aspetti concreti: uso intelligente del climatizzatore, rispetto del Codice della Strada e scelta di abitudini adatte a consumi, salute e controllo del mezzo.
Temperatura interna e climatizzatore: il comfort serve alla sicurezza.
La vecchia regola dei “6 gradi” va letta con buon senso. In presenza di giornate da 38-41°C, fissare il clima oltre i 32°C interni non aiuta chi guida: calore, sudorazione e sonnolenza possono peggiorare tempi di reazione e concentrazione.
Gli impianti moderni lavorano in modo più preciso rispetto al passato. Una temperatura tra 22°C e 24°C, con funzione “Auto” ove presente, offre un equilibrio utile tra benessere e lucidità. Negli ultimi dieci minuti, alzare il termostato di 2 o 3 gradi può ridurre lo sbalzo al momento dell’uscita dal veicolo.

Sosta, motore acceso e pre-climatizzazione: dove passa il confine legale.
Il Codice della Strada vieta di tenere il motore acceso durante la sosta al solo scopo di alimentare l’aria condizionata. Per auto a benzina, diesel e mild hybrid, l’articolo 157, comma 7-bis, prevede una multa da 223 a 444 euro.
Con una vettura termica conviene aprire prima le portiere per far uscire l’aria rovente, poi partire a bassa velocità con i finestrini abbassati per poche centinaia di metri. Le elettriche e le plug-in offrono invece la pre-climatizzazione da app: il sistema usa la batteria di trazione a veicolo spento, senza motore termico attivo.
Finestrini aperti, consumi e ricircolo: cosa conviene nei viaggi lunghi.
In autostrada o su strade extraurbane, oltre gli 80 km/h, viaggiare con i finestrini abbassati peggiora l’aerodinamica. L’auto richiede più energia per avanzare e il presunto risparmio ottenuto con il clima spento può sparire, o trasformarsi in un costo superiore.
Durante le ondate di afa, l’”aria fresca” promessa dai finestrini aperti spesso non arriva. Meglio mantenere attivo il climatizzatore e disinserire il ricircolo, così l’impianto immette aria esterna filtrata e raffreddata con continuità.
Calzature estive al volante: il problema nasce dal controllo del veicolo.
Guidare con infradito, sandali o a piedi nudi non ha più un divieto esplicito dal 1993. Restano però validi gli articoli 140 e 141: il conducente deve avere sempre pieno controllo del veicolo e deve poter eseguire ogni manovra in sicurezza.
Una calzatura instabile può ostacolare una frenata di emergenza e portare a contestazioni durante un controllo. Dopo un incidente, un verbale con scarpe non idonee può aprire la strada alla clausola di “colpa grave” da parte dell’assicurazione. Un paio di scarpe chiuse e leggere in auto riduce il rischio.
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