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Niente cinture e zero controlli: scoperto il “paradiso” degli automobilisti

Monaco, l’anomalia europea sulla sicurezza stradale che divide l’opinione pubblica tra libertà individuale e necessità di protezione più rigorosa.
Nel cuore dell’Europa esiste un piccolo territorio dove le regole della strada seguono logiche diverse dal resto del continente. Il Principato di Monaco si distingue per una particolarità che lascia molti increduli: la cintura di sicurezza non è obbligatoria per conducenti e passeggeri. Questa eccezione, unica nel Vecchio Continente, trova la sua giustificazione nei limiti di velocità ridotti imposti su tutto il territorio monegasco, fissati a 50 km/h.
Le strade strette e tortuose della città-stato, famosa nel mondo per il Gran Premio di Formula 1, non consentono teoricamente di raggiungere velocità elevate. La maggior parte dei residenti rispetta queste disposizioni, ma la realtà notturna racconta una storia diversa, con episodi di velocità eccessiva che sollevano preoccupazioni crescenti sulla sicurezza pubblica.
Il dibattito sulla sicurezza e le proposte di riforma
Il tema della sicurezza stradale è tornato al centro del dibattito politico monegasco. Diverse consigliere nazionali, tra cui Jade Aureglia e Mathilde Leclerc, hanno proposto di riconsiderare l’obbligo della cintura, almeno durante le ore serali, quando i rischi aumentano a causa di alcol e distrazioni. Il presidente del Consiglio nazionale, Thomas Brezzo, ha riconosciuto che queste posizioni rimangono minoritarie, ma l’attenzione pubblica sul tema è ormai innegabile.
Nel 2023, sei persone hanno perso la vita sulle strade monegasche, un bilancio che ha rilanciato con forza la questione della prevenzione. Patrick Rinaldi, presidente della Prévention routière monégasque, ha definito la situazione attuale un errore monumentale, sottolineando come nel tunnel del Fairmont siano stati registrati eccessi di velocità oltre i 100 km/h.

L’assenza di controlli e il sistema di sicurezza lacunoso
Oltre alla mancanza di obbligo per le cinture, Monaco si caratterizza per un’altra particolarità che lascia perplessi gli esperti di sicurezza stradale: l’assenza di autovelox fissi sul territorio. La polizia locale raramente effettua controlli sulla velocità o sui livelli di alcol dei conducenti, creando una situazione paradossale in un paese noto per i suoi elevati standard di sicurezza in altri ambiti.
Questo approccio permissivo, unito alla presenza di numerose supercar e vetture ad alte prestazioni che circolano quotidianamente per le vie del Principato, genera un contrasto stridente con le politiche di sicurezza adottate negli Stati vicini. La combinazione di strade strette, velocità potenzialmente elevate e controlli limitati crea un cocktail pericoloso che mette a rischio la vita di residenti e turisti.
Tra tradizione e necessità di cambiamento
Il Principato di Monaco possiede un codice della strada unico, simile a quello francese ma con differenze sostanziali. Christine dell’autoscuola monegasca Georges ha spiegato che tra le particolarità locali figura anche l’assenza del sistema a punti per la patente di guida. Questa autonomia normativa affonda le radici nella tradizione locale e in un’idea di libertà al volante che resiste da decenni.
La giustificazione ufficiale si basa sulla convinzione che i limiti di velocità ridotti rendano superfluo l’obbligo delle cinture. Secondo Rinaldi, la responsabilità ricade anche sui passeggeri: “Una persona che ha bevuto non percepisce il rischio, è agli altri intervenire”. Il futuro della normativa monegasca sulla sicurezza stradale si trova ora a un bivio, con una parte della popolazione e delle istituzioni che chiede un allineamento agli standard europei, mentre altri difendono le specificità locali come espressione dell’identità del Principato.
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