News
Pedoni investiti: il vero colpevole non è lo smartphone. Ecco la verità

I pedoni americani muoiono di più: ecco perché la colpa non è solo degli smartphone, ma di SUV, strade e velocità elevata.
Negli Stati Uniti le morti dei pedoni sono cresciute in modo anomalo rispetto a qualsiasi altro Paese sviluppato, e i dati mettono in discussione una narrativa ormai radicata: quella che vede gli smartphone come principale imputato. Se il telefono fosse davvero la causa dominante, il fenomeno si registrerebbe in modo uniforme anche in Europa, Canada e Australia, dove la diffusione dei dispositivi mobili è identica. Invece, in quei mercati, il numero delle vittime è rimasto stabile o è addirittura calato.
SUV e pick-up: veicoli sempre più grandi, rischi sempre più alti
Negli ultimi quindici anni il parco circolante americano si è trasformato radicalmente. SUV e pick-up hanno conquistato quote di mercato crescenti, diventando i veicoli preferiti dagli automobilisti statunitensi. Questa tendenza ha conseguenze dirette sulla sicurezza dei pedoni: mezzi più alti e pesanti colpiscono il corpo in punti vitali durante un impatto e riducono la visibilità anteriore, aumentando la gravità delle collisioni.
A questo si aggiunge un elemento strutturale difficile da ignorare: la progettazione delle strade. Ampie arterie urbane, limiti di velocità elevati, attraversamenti pedonali distanti tra loro e la quasi totale assenza di marciapiedi in molte zone suburbane creano un ambiente pensato per le automobili, non per chi cammina. Diverse organizzazioni attive nel campo della sicurezza stradale avvertono che attribuire la responsabilità quasi esclusivamente ai telefoni rischia di spostare l’attenzione dalle reali criticità infrastrutturali.

La distrazione è reale, ma non spiega tutto
Nessuno nega che la distrazione alla guida costituisca un rischio concreto. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ricorda che nel 2024 oltre 3.200 persone hanno perso la vita negli Stati Uniti in incidenti riconducibili a conducenti distratti, e che il cellulare figura tra le cause principali. Gli stessi enti riconoscono, però, una difficoltà metodologica rilevante: stabilire con precisione il ruolo del telefono in ogni sinistro è estremamente complesso, e i dati disponibili tendono a sottostimare il fenomeno.
Il punto cruciale rimane quello geografico. Se gli smartphone fossero la variabile determinante, la curva delle vittime dovrebbe seguire un andamento simile in tutti i Paesi industrializzati. Non è così, e questo dato mette in discussione la narrazione semplificata che concentra tutta la responsabilità sullo schermo del cellulare.

Tecnologia e infrastrutture: due fronti da affrontare insieme
I costruttori automobilistici hanno introdotto sistemi ADAS sempre più sofisticati, tra cui la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni. Le stime preliminari relative al 2025 mostrano un calo delle vittime negli Stati Uniti, un segnale positivo dopo anni di crescita costante. Gli esperti invitano però alla cautela: il miglioramento parte da un punto di partenza eccezionalmente negativo e non modifica il quadro complessivo, che vede ancora gli USA tra i Paesi sviluppati con il tasso di mortalità pedonale più elevato.
Per ridurre in modo duraturo gli investimenti dei pedoni servirà un approccio integrato. Infrastrutture riprogettate con priorità alla mobilità pedonale, tecnologie di assistenza alla guida più diffuse e comportamenti più responsabili da parte di tutti gli utenti della strada sono i tre pilastri su cui costruire un cambiamento reale. Limitarsi a puntare il dito contro il telefono non basta: semplifica un problema molto più articolato e rischia di rallentare le soluzioni che contano davvero.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














