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Ford: un’alleanza sempre più stretta per fronteggiare crisi chip

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La Ford stringe un accordo con GlobalFoundries, che le permetterà di avere un canale ancora più diretto ai semiconduttori.

Da alcuni mesi a questa parte i colossi automobilistici stanno ponderando varie opzioni per fronteggiare la crisi dei chip. Una delle soluzioni vagliate consiste nell’apertura di vie sempre più dirette con chi produce i semiconduttori. La prima Casa a intraprendere tale sentiero è la Ford, che ha sottoscritto un accordo specifico con una delle principali realtà del settore dei chip, la GlobalFoundries.

Si intensifica la collaborazione tra Case automobilistiche e le compagnie produttrici di semiconduttori

Le due società americane hanno, nella fattispecie, siglato un’intesa non vincolante per dare avvio a una partnership strategica sulla produzione di chip negli States e migliorare le forniture di semiconduttori sviluppati appositamente per le necessità dell’Ovale Blu. Il Costruttore di vetture compra già semiconduttori dalla GlobalFoundries, ma l’alleanza favorirà discussioni dirette sulla strada da perseguire per accelerare la produzione e gli approvvigionamenti.

Inoltre, il programma prevede il via ad attività di ricerca e sviluppo in sinergia, così da soddisfare la crescente domanda di microprocessori sempre più evoluti, tra cui iniziative per i sistemi ausiliari alla guida, di gestione delle reti di connessione e delle batterie.

La Ford e la GlobalFoundries hanno pure in serbo ulteriori occasioni per la fabbricazione di semiconduttori consoni ai bisogni dell’intero comparto automotive. Il piano, che non decreta in modo esplicito eventuali partecipazioni incrociate tra le due imprese, è ritenuto un primo step di una collaborazione destinata a crescere in futuro, che, in ogni caso, non comporterà l’impegno della Ford a realizzare internamente semiconduttori. Il proposito è, in buona sostanza, quello di incrementare le sue capacità progettuali, sulle orme della Tesla.

Le stesse politiche della Ford vengono applicate dalla General Motors. Determinata a ottimizzare i sistemi software e hardware e salvaguardare la rispettiva catena di approvvigionamento dei semiconduttori, la potenza di Detroit ha in mente di lanciare una strategia che abbatta di almeno il 95 per cento la varietà dei microprocessori adottati. I fornitori avranno l’incarico di adoperarsi su tre famiglie di chip progettate insieme alle ditte specializzate nei semiconduttori. A tal fine, la GM ha avviato operazioni con Infineon, Nxp, Onsemi, Qualcomm, Renesas, StMicroelectronics e Tsmc.

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Riproduzione riservata © - MM

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