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Elon Musk potrebbe diventare il primo trilionario della storia grazie ai robot

La corsa alla robotica umanoide passa da Tesla e promette di trasformare l’industria automobilistica in un colosso dell’automazione su scala globale.
L’uomo più ricco del mondo non si accontenta. Elon Musk punta a diventare il primo trilionario della storia grazie a un pacchetto retributivo da mille miliardi di dollari approvato dagli azionisti di Tesla. Per ottenere questo compenso straordinario, l’azienda dovrà raggiungere traguardi ambiziosi, tra cui la produzione in serie di un milione di robot Optimus all’anno.
Dal 2021, quando Tesla presentò il progetto del suo robot umanoide durante un evento dedicato all’intelligenza artificiale, i progressi sono stati notevoli. Gli automi cominciano ora a essere assemblati nelle fabbriche della casa automobilistica, nonostante lo scetticismo persistente di analisti e investitori.
Tra ambizioni e ostacoli tecnici
I piani originali di Tesla prevedevano la produzione di 5.000-10.000 unità di Optimus entro la fine del 2025, con un prezzo di vendita idealmente inferiore ai 20.000 dollari a regime. Le applicazioni previste per questi automi vanno oltre il settore automotive: secondo Musk, potrebbero fornire cure mediche di qualità superiore a quelle di un chirurgo umano o essere impiegati per colonizzare Marte.
La realtà si sta rivelando più complessa delle previsioni. Lo stesso amministratore delegato di Tesla ha ammesso le difficoltà tecniche nel replicare la destrezza delle dita umane sulle mani dei robot. Le stime di produzione sono state drasticamente ridimensionate, con previsioni che difficilmente superano le 2.000 unità entro la fine dell’anno. Gli ingegneri affrontano sfide significative per rendere questi androidi affidabili negli ambienti caotici del mondo reale.

BMW e Mercedes entrano nella competizione robotica
Tesla non è sola in questa corsa verso l’automazione. BMW collabora con la startup californiana Figure AI per testare robot umanoidi nello stabilimento di Spartanburg, in South Carolina, il più grande impianto produttivo del gruppo tedesco fuori dall’Europa. Il robot Figure 02 compie lavori specifici lungo la catena di montaggio per migliorare l’efficienza operativa e ridurre lo sforzo fisico degli operatori umani, sostituendoli in compiti ripetitivi e gravosi come la manipolazione di componenti in lamiera.
Anche Mercedes ha acquisito una partecipazione in Apptronik, azienda texana specializzata in robot umanoidi, e sta già sperimentando gli androidi Apollo presso il Digital Factory Campus di Marienfelde, a Berlino, e il sito di Kecskemet, in Ungheria. Questi robot si occupano dello spostamento dei componenti sulle linee di produzione e nel controllo qualità. Sono controllati a distanza da operatori umani, ma grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale sono progettati per apprendere i lavori svolti e replicarli autonomamente.
La scommessa da mille miliardi di dollari
La domanda centrale rimane: la promessa di Musk diventerà realtà o si aggiungerà alla lista delle sue dichiarazioni non mantenute? Tesla è riuscita a rendere la produzione di massa di auto elettriche accessibile e competitiva, ma con i robot umanoidi la sfida appare decisamente più ardua. Chi saranno gli acquirenti di Optimus? Aziende, governi o privati cittadini? L’automazione robotica potrebbe configurarsi come una delle rivoluzioni tecnologiche più significative del nostro tempo, con implicazioni che vanno oltre la fabbricazione di automobili.
Automobili e robot condividono parte della tecnologia costruttiva, come le batterie che li alimentano, l’utilizzo di sensori avanzati e l’impiego di chip e software per automatizzare le funzionalità operative. Negli ultimi anni il settore automotive ha investito miliardi nella progettazione e nello sviluppo di queste componenti. La società nel suo complesso dovrà fare i conti con le conseguenze, positive e negative, di questa trasformazione industriale.
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