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Sorpasso a destra in autostrada: quando è consentito dal Codice della Strada

La legge distingue tra manovra vietata e superamento lecito, con sanzioni fino a 665 euro e sospensione della patente.
Sulle autostrade italiane esiste una situazione quotidiana che la legge valuta in modo radicalmente opposto a seconda di come si produce: un veicolo sulla corsia di destra che avanza rispetto a uno sulla corsia di sinistra. L’effetto visibile è identico, ma il Codice della Strada distingue con precisione tra superamento lecito e sorpasso vietato. Conoscere questa differenza è fondamentale: sbagliare valutazione espone a sanzioni fino a 665 euro e alla sospensione della patente fino a sei mesi.
Superamento lecito: quando avanzare a destra non è una violazione
Il punto di partenza è l’articolo 143 del Codice della Strada, che obbliga i conducenti a percorrere, durante la marcia ordinaria, la corsia più libera sul lato destro. Le corsie di sinistra sono riservate esclusivamente al sorpasso: occuparle stabilmente costituisce già una violazione, per quanto diffusa nella pratica quotidiana.
Da questo obbligo nasce il concetto di superamento lecito. Chi rispetta la norma e transita sulla corsia di destra può trovarsi a viaggiare più velocemente di chi occupa impropriamente la corsia centrale o di sinistra. Il primo avanza e si porta davanti al secondo senza aver mai cambiato corsia: nessuna manovra intenzionale, nessuno spostamento laterale attivo. Il Codice della Strada non punisce questo scenario perché è la diretta conseguenza del comportamento corretto.

Sorpasso vietato: quando la manovra a destra diventa illecita
Il sorpasso, al contrario del superamento, implica un’azione deliberata: il conducente abbandona la propria corsia, si sposta su quella adiacente per portarsi davanti a un veicolo più lento e poi rientra. La direzione prescritta dalla norma è sempre quella sinistra, per ragioni di sicurezza legate alla visibilità e alla prevedibilità delle manovre.
Ciò che l’articolo 148 del Codice della Strada vieta esplicitamente è l’uso intenzionale della corsia di destra come scorciatoia per superare i veicoli presenti nelle corsie di sinistra. Questa condotta è considerata pericolosa perché coglie di sorpresa gli altri conducenti, che non si aspettano di essere superati sul lato destro, aumentando il rischio di collisioni laterali durante eventuali rientri in corsia.
Il caso del traffico congestionato: regole specifiche per le file parallele
Un contesto particolare in cui la distinzione si fa più sfumata riguarda le condizioni di traffico intenso o rallentato. In questi casi il Codice della Strada riconosce la marcia per file parallele: le corsie avanzano come colonne indipendenti e, se una scorre più velocemente dell’altra, i veicoli che la compongono possono portarsi davanti a quelli della corsia adiacente senza incorrere in sanzioni.
Anche in questo scenario restano vietati i cambi di corsia indiscriminati. Ogni spostamento deve essere segnalato con gli indicatori di direzione e può avvenire solo quando le condizioni del traffico e la segnaletica lo consentono. La libertà riconosciuta nel traffico denso non autorizza manovre che compromettano la sicurezza degli altri utenti.
Le sanzioni per chi esegue un sorpasso vietato a destra
Sul piano economico, il sorpasso a destra fuori dai casi ammessi comporta una multa da 83 a 332 euro. Per le violazioni più gravi del divieto sancito dall’articolo 148, la sanzione pecuniaria sale a un importo compreso tra 167 e 665 euro, cui si aggiunge la sospensione della patente da uno a tre mesi.
La categoria più esposta alle conseguenze è quella dei neopatentati: per loro, indipendentemente dall’età anagrafica, la sospensione dura da tre a sei mesi. Prima di eseguire qualunque manovra di sorpasso, inoltre, il conducente è tenuto a verificare tramite gli specchietti retrovisori che nessun altro veicolo abbia già avviato lo stesso spostamento, e che lo spazio disponibile consenta di completare la manovra senza costringere altri utenti a frenate improvvise.
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