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Pedoni a rischio: il legame nascosto tra design dei SUV e incidenti mortali

Cofani sempre più alti su SUV e pick-up aumentano il rischio di morte dei pedoni, secondo una nuova analisi sugli incidenti in America.
Negli ultimi due decenni il panorama dell’automotive americano ha subito una trasformazione profonda: le berline tradizionali hanno lasciato progressivamente il posto a SUV, crossover e pick-up, mezzi dalle dimensioni generose, dalla posizione di guida rialzata e dai frontali sempre più imponenti. Questo cambiamento ha portato benefici concreti in termini di protezione per gli occupanti.
Una recente indagine del New York Times, però, mostra anche un lato oscuro di questa evoluzione: l’innalzamento dei cofani sarebbe collegato a migliaia di morti tra i pedoni negli Stati Uniti negli ultimi anni. Lo studio, basato su milioni di dati relativi agli incidenti stradali, apre un dibattito destinato a influenzare le scelte future dei costruttori in materia di design.
Cofani più alti e traiettorie d’impatto più pericolose per chi cammina
L’aumento delle dimensioni dei veicoli non riguarda solo l’estetica o le strategie commerciali dei costruttori: modifica in profondità la dinamica degli urti con i pedoni. Un cofano più alto colpisce il corpo umano vicino al torace o al bacino, non alle gambe come avviene con una berlina classica. La conseguenza è una traiettoria diversa: il pedone viene spinto verso l’asfalto invece di essere proiettato sul cofano, superficie progettata anche per assorbire parte dell’energia dell’urto.
I numeri raccolti dai ricercatori sono significativi. Tra il 2016 e il 2024 circa 3.000 decessi avrebbero potuto essere evitati se l’altezza media dei veicoli fosse rimasta simile a quella dei primi anni Duemila. Ogni pollice, pari a 2,54 centimetri, di aumento dell’altezza del cofano comporta un incremento del 2,8% della probabilità di morte per il pedone coinvolto. Secondo gli autori dello studio, tra 200 e 400 persone ogni anno avrebbero potuto sopravvivere senza questa evoluzione del design.

Angoli ciechi in aumento: la visibilità dei conducenti si riduce
Oltre all’altezza dei cofani, lo studio mette in luce un secondo fattore spesso trascurato: la visibilità. I moderni SUV e pick-up montano pilastri anteriori, gli A-pillar, più robusti per garantire una maggiore protezione in caso di incidente o ribaltamento. Questa scelta costruttiva, però, allarga inevitabilmente gli angoli ciechi davanti al veicolo.
Attraverso scansioni tridimensionali di modelli come Ford F-150, Chevrolet Silverado, Toyota Tacoma e GMC Sierra, confrontati con le rispettive generazioni di fine anni Novanta e inizio Duemila, i ricercatori hanno misurato incrementi importanti delle zone non visibili dal conducente. Nel caso del Chevrolet Silverado gli angoli ciechi sarebbero quasi raddoppiati, mentre Toyota Tacoma e GMC Sierra mostrano aumenti vicini al 60%. Persino il Ford F-150, il modello con l’incremento minore, presenta una crescita di circa il 25%, un dato capace di rendere più complicato individuare tempestivamente un pedone durante le svolte o le manovre a bassa velocità.
Studi precedenti confermano i rischi, mentre i costruttori puntano sui sistemi di assistenza
Il quadro delineato dal New York Times non è isolato. Già nel 2023 l’Insurance Institute for Highway Safety (IIHS) aveva dimostrato una pericolosità superiore fino al 45% per i pedoni nei veicoli con cofani oltre i 40 pollici, circa 102 centimetri, rispetto alle vetture con frontale basso e inclinato. Nel 2024 una ricerca pubblicata sul Journal of Safety Research ha confermato l’associazione tra frontali alti e verticali e un rischio sensibilmente più elevato di lesioni mortali. Lo studio indica ai costruttori la possibilità di migliorare la sicurezza con cofani più bassi e frontali maggiormente inclinati.
Le case automobilistiche ricordano da parte loro numerosi fattori legati alla sicurezza stradale: velocità, infrastrutture, distrazione alla guida e stato psicofisico di chi è al volante. Sottolineano inoltre i progressi dei sistemi di frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, ormai diffusi anche sui modelli di grande serie. Gli esperti, però, ritengono le tecnologie ADAS insufficienti a sostituire un design del veicolo più favorevole alla protezione degli utenti vulnerabili della strada. Con la crescente diffusione dei SUV anche in Europa, il confronto tra design automobilistico e sicurezza dei pedoni è destinato a restare centrale nei prossimi anni.
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