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Limitatore di velocità obbligatorio per i trasgressori seriali

La tecnologia come risposta all’inefficacia delle sanzioni tradizionali: i limitatori intelligenti imposti ai guidatori recidivi aprono un dibattito globale.
Sospendere la patente non basta. Secondo uno studio della American Association of Motor Vehicle Administrators, il 75% dei guidatori colpiti da provvedimenti di sospensione continua a mettersi al volante ignorando la sanzione. Di fronte a questa evidenza, alcuni legislatori americani hanno deciso di cambiare approccio: invece di affidarsi esclusivamente a misure punitive, puntano sulla tecnologia per limitare fisicamente la velocità dei trasgressori abituali.
Maryland e Virginia capofila, la California frena
Sul versante orientale degli Stati Uniti si delinea un nuovo orientamento legislativo. Il Maryland ha approvato la norma sia alla Camera che al Senato statale, con la sola firma del Governatore ancora necessaria per renderla operativa. La Virginia ha seguito la stessa strada con una legge praticamente identica. Entrambi i provvedimenti prevedono l’obbligo di installare un dispositivo Isa per i guidatori classificati “ad alto rischio”, ovvero chi accumula violazioni reiterate o di particolare gravità. La misura si affianca alla sospensione della patente già prevista e richiede un sequestro temporaneo del veicolo per consentire l’intervento tecnico.
Un segnale di resistenza politica arriva invece dalla California: il provvedimento ha ottenuto il via libera del Parlamento statale, ma si è fermato davanti al veto del Governatore, rivelando come il dibattito su questi strumenti sia tutt’altro che chiuso.

Come funziona un dispositivo Isa
Il sistema Intelligent Speed Assistance agisce su tre livelli distinti. Il primo è la geolocalizzazione: un modulo GPS individua in tempo reale la posizione del veicolo. Il secondo è l’acquisizione dei dati: una connessione Internet interroga mappe digitali aggiornate con i limiti vigenti su ogni tratto stradale, mentre alcune versioni del dispositivo integrano telecamere frontali per leggere direttamente la segnaletica verticale. Il terzo livello è l’intervento elettronico: il sistema comunica con la centralina del veicolo e impedisce fisicamente il superamento della soglia di velocità consentita.
L’Europa tra obbligo normativo e scelta del guidatore
Il confronto con il contesto europeo rivela un’impostazione diversa. Il Regolamento UE n. 2019/2144 ha reso obbligatoria la presenza degli Isa su tutti i nuovi veicoli dal 2024, con un’applicazione di tipo preventivo e universale, non selettiva come quella americana. La differenza sostanziale sta però in un dettaglio normativo: in Europa i dispositivi devono restare disattivabili dal guidatore e vengono forniti di serie in modalità spenta, attivandosi solo con specifici sistemi ADAS come il cruise control adattivo avanzato.
Questo significa che, qualora l’Europa dovesse adottare un approccio simile a quello di Maryland e Virginia, il salto da un sistema “di cortesia” a uno sempre attivo non richiederebbe modifiche hardware. Basterebbe un aggiornamento software per trasformare uno strumento già presente a bordo in un limitatore permanente, rendendo l’applicazione della misura potenzialmente rapida su larga scala.
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