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Volkswagen in ginocchio: nove mesi catastrofici per il gigante tedesco

Perdite record e crollo degli utili travolgono il colosso tedesco: dazi americani e crisi Porsche mandano in rosso i bilanci del gruppo.
Il Gruppo Volkswagen attraversa uno dei momenti più difficili della sua storia recente. Nel terzo trimestre del 2025, il gigante tedesco dell’automotive ha chiuso con una perdita operativa di 1,3 miliardi di euro, un tracollo rispetto all’utile di 2,8 miliardi registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
I dazi americani, la profonda ristrutturazione di Porsche e le difficoltà legate alla transizione verso l’elettrico hanno gravato pesantemente sui bilanci, generando oneri straordinari complessivi di 7,5 miliardi di euro. Nei primi nove mesi dell’anno, l’utile operativo si è contratto del 58%, scendendo a 5,4 miliardi, mentre l’utile netto è crollato del 61,5% a 3,4 miliardi. Il margine operativo è passato dal 5,4% del 2024 al 2,3% del 2025, nonostante una lieve crescita dei ricavi (+0,6%) che hanno raggiunto quota 238,7 miliardi di euro.
Il crollo di Porsche e le difficoltà del segmento premium
La Porsche rappresenta uno dei principali fattori di criticità per il gruppo. Il marchio di Stoccarda ha registrato una perdita operativa di 228 milioni di euro nei primi nove mesi del 2025, in netto contrasto con l’utile di 3,8 miliardi dello stesso periodo del 2024. I ricavi sono diminuiti del 7,9%, fermandosi a 23,8 miliardi di euro.
La contrazione delle vendite in Cina, i costi del riposizionamento strategico sull’elettrico e l’impatto dei dazi americani hanno colpito duramente il marchio premium. Anche la divisione Progressive, che comprende Audi, Lamborghini, Bentley e Ducati, ha subìto un calo del 26%, attestandosi a 1,55 miliardi di euro. Su questo risultato hanno pesato i dazi e lo slittamento della nuova piattaforma elettrica per il segmento D.

I marchi generalisti tengono, ma i semiconduttori preoccupano
In controtendenza rispetto ai marchi premium, i marchi generalisti come Volkswagen, Skoda, Seat/Cupra e i veicoli commerciali hanno chiuso i primi nove mesi con un risultato operativo in crescita del 7%, raggiungendo 4,7 miliardi di euro e mantenendo un margine stabile al 4,4%. Questo miglioramento è stato possibile grazie a un rigoroso controllo dei costi e all’attuazione del piano Zukunft Volkswagen.
Sul fronte delle consegne globali, il gruppo ha registrato un lieve progresso (+1,2%) con 6,6 milioni di veicoli venduti, sostenuto da Europa occidentale (+4%) e America Latina (+13%), mentre Cina (–2%) e Nord America (–11%) hanno mostrato segni di debolezza.
Una nuova minaccia incombe sulla produzione tedesca: la crisi legata al fornitore di semiconduttori olandese Nexperia, controllato dalla cinese Wingtech. Le tensioni tra Paesi Bassi e Cina hanno causato il blocco delle esportazioni dai siti cinesi. Volkswagen assicura la continuità degli impianti nel breve termine ma non esclude possibili stop produttivi dalla prossima settimana.
Le prospettive per il 2025 tra cautela e resilienza
Nonostante il quadro complesso, Volkswagen conferma per l’intero esercizio 2025 un margine operativo compreso tra il 2% e il 3%, con ricavi stabili rispetto al 2024 e una posizione di liquidità attorno ai 30 miliardi di euro. Il gruppo mantiene una strategia di cautela, bilanciando la necessità di investimenti nella transizione elettrica con l’esigenza di preservare la solidità finanziaria in un contesto di mercato instabile.
Le difficoltà attuali riflettono le sfide strutturali che l’intera industria automobilistica europea deve affrontare: protezionismo commerciale, competizione cinese, costi di ristrutturazione e un rallentamento della domanda di veicoli elettrici più marcato del previsto.
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