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SUV e ibride dominano l’Italia: ma l’invecchiamento del parco circolante continua

Un Paese in ritardo di cinque anni sull’elettrico, con oltre 41 milioni di auto in circolazione e un’età media del parco che supera i 13 anni.
Gli italiani vogliono comprare auto: oltre il 40% della popolazione prevede un acquisto nei prossimi tre anni, in un caso su cinque per aumentare le vetture già in famiglia. È uno dei dati più rilevanti emersi dal secondo Rapporto dell’Osservatorio SUNRISE, promosso da MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, che ha incrociato statistiche di mercato con un’indagine condotta da Istituto Piepoli su 3.000 cittadini italiani. Il quadro che emerge è quello di un Paese orientato verso l’ibrido, con una domanda radicata di SUV e una diffidenza ancora marcata verso il full electric.
Le intenzioni degli italiani: ibrido preferito, elettrico frenato dai costi
Quando si tratta di scegliere la prossima motorizzazione, quasi il 50% degli intervistati orienta le preferenze verso l’ibrido, mentre le intenzioni di acquisto full electric si fermano al 12%. Le ragioni del freno all’elettrico sono precise: prezzo elevato, rete di ricarica insufficiente e timori sull’autonomia. A rendere il quadro ancora più critico, solo il 27% degli italiani dichiara di avere accesso alla ricarica a casa o sul luogo di lavoro.
Sul fronte dei criteri di scelta, il prezzo guida le decisioni, seguito dai costi di esercizio e dalla sicurezza. Fattori come design, prestazioni o marca pesano invece in misura marginale. Circa un quarto degli intervistati ha già acquistato un SUV, spesso motivato dalla maggiore sicurezza percepita e dal comfort, con una concentrazione più alta nelle regioni del Sud. Cresce anche l’apertura verso formule non tradizionali: leasing e noleggio a lungo termine passano dal 2% delle esperienze passate al 9% delle intenzioni future.

Un parco auto che pesa 41 milioni di veicoli ma invecchia senza ricambio
I dati strutturali del mercato raccontano una storia diversa dalle intenzioni. Le nuove immatricolazioni si attestano intorno a 1,6 milioni di auto l’anno, ancora al di sotto dei livelli pre-pandemia, mentre il mercato dell’usato supera abbondantemente i 5 milioni di passaggi di proprietà annui. Questo squilibrio ha un effetto diretto: il parco circolante italiano ha raggiunto nel 2024 i 41 milioni di autovetture, con un rapporto di circa 0,7 auto per abitante e 1,6 per nucleo familiare.
L’età media dei veicoli ha superato i 12-13 anni, un dato che incide in modo diretto sulle emissioni e sull’efficienza del sistema di mobilità nazionale. A livello di offerta, le motorizzazioni ibride coprono il 51% delle nuove immatricolazioni, seguite da benzina (24%), diesel (10%) e full electric al 6%, quest’ultimo con un ritardo stimato di circa cinque anni rispetto agli altri principali mercati europei. I SUV dominano con il 62% dei volumi, a scapito dei segmenti più compatti.
Quando conviene davvero l’elettrico: la risposta del TCO
L’Osservatorio ha elaborato un’analisi del Total Cost of Ownership (TCO) basata su centinaia di combinazioni tra tipo di veicolo, utilizzo, modalità di ricarica e incentivi disponibili. La conclusione smentisce ogni risposta semplice: nessuna tecnologia è sempre la più conveniente.
I modelli a combustione e ibridi risultano più vantaggiosi per chi percorre pochi chilometri con utilizzi brevi. Le auto elettriche, al contrario, diventano competitive quando i chilometraggi sono elevati e si dispone di ricarica domestica. In molti scenari, la differenza di costo totale tra tecnologie diverse risulta ridotta, con l’esito finale fortemente condizionato da variabili esterne come incentivi statali e tariffe energetiche.
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