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Sicurezza stradale: meno incidenti ma più morti con il nuovo Codice

I decessi sulle autostrade italiane crescono del 4,4%, mentre nelle città si registra un calo significativo delle vittime.
I dati Aci-Istat del primo semestre 2025 raccontano una storia precisa: sulle strade urbane i morti sono diminuiti dell’8,4% rispetto allo stesso periodo del 2024, sulle extraurbane del 7,1%, mentre le autostrade hanno invertito la tendenza con un aumento dei decessi del 4,4%. È questo il dato più rilevante emerso dall’analisi dell’osservatorio Verti Movers di Verti Assicurazioni, parte del gruppo Mapfre, condotta su un campione di oltre 500.000 assicurati per misurare l’impatto concreto del nuovo Codice della strada, in vigore dal 14 dicembre 2024.
Il paradosso della mortalità: meno incidenti, più morti
La lettura complessiva del 2025 porta a una contraddizione apparente: i sinistri totali sono calati del 3,9% e quelli con lesioni del 2,8%, eppure i decessi sulle strade italiane sono cresciuti del 7,7%. Tradotto in numeri: ogni 1.000 incidenti, almeno uno si è concluso con una vittima.
Secondo Marco Buccigrossi, direttore commerciale digitale di Verti Assicurazioni, la spiegazione è plausibile: “Una probabile causa è che il nuovo Codice della strada abbia inasprito le sanzioni verso comportamenti che si verificano di solito nel traffico urbano, come l’uso del telefono o la mancata precedenza, dove si produce un numero più alto di incidenti, ma si riducono quelli mortali”. I comportamenti ad alto rischio, legati a eccesso di velocità, stati di alterazione o stanchezza, restano invece fuori dalla portata delle nuove norme.

Differenze per territorio: Belluno e Caltanissetta in cima alle classifiche negative
A livello provinciale, Belluno guida la classifica degli aumenti con un +131% di sinistri rispetto al 2024, seguita da Prato e Caltanissetta (+18% entrambe). Quest’ultima si conferma anche la provincia più pericolosa per la crescita dei sinistri con lesioni gravi (+2,5%). Sul versante opposto, grandi città come Genova (-5%) e Torino (-1%) mostrano risultati incoraggianti.
La fascia d’età 60-64 anni registra il dato più preoccupante sul fronte della mortalità: un aumento del 125% dei decessi rispetto al 2024. Per numero assoluto di sinistri, guidano invece i 50-59enni, seguiti dalla fascia 40-49.
Auto e moto: percorsi opposti sulla sicurezza
Sul fronte dei veicoli, le automobili ottengono i risultati migliori: sinistri totali in calo del 4,2% e, soprattutto, decessi in netta diminuzione del 19,4%. Per le moto il quadro si rovescia: i feriti gravi sono scesi del 2,5% e i sinistri con feriti dell’11,5%, ma i decessi hanno seguito una traiettoria opposta, con un incremento che conferma il rischio strutturale della guida su due ruote.
Il messaggio che emerge dall’analisi è chiaro secondo Buccigrossi: “È importante rendere gli automobilisti più consapevoli dei rischi reali a cui si va incontro: i pilastri per una vera sicurezza stradale restano sempre la prudenza, il rispetto degli altri e il buonsenso di chi guida”.
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