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Sicurezza stradale: 3 italiani su 4 non conoscono il Codice della Strada

La maggioranza degli automobilisti italiani non conosce le sanzioni più severe del nuovo Codice della Strada.
Le norme più dure del Codice della Strada restano lettera morta per una larga parte degli automobilisti italiani: il 70% non sa che superare un tasso alcolemico di 1,5 g/l espone all’arresto fino a un anno e a una sanzione da 6.000 euro. È uno dei dati più significativi emersi dall’indagine commissionata da Locauto alla società di ricerche YouGov, nell’ambito del progetto “Locauto on tour” dedicato alla sicurezza stradale, condotto a livello nazionale con un focus specifico su Roma.
Le sanzioni ignorate e gli strumenti sconosciuti
L’ignoranza sulle conseguenze legali investe più fronti. Il 58% degli intervistati non sa che la patente può essere sospesa in caso di positività ai test antidroga, anche in assenza di alterazioni comportamentali visibili. A Roma, il 17% dei conducenti dichiara di aver guidato sotto l’effetto di stupefacenti, un dato superiore alla media nazionale del 14%.
Strumenti introdotti proprio per contrastare questi fenomeni restano quasi del tutto sconosciuti: l’Alcolock è ignorato dal 77% del campione, mentre la possibilità di confisca del veicolo è ignota al 75% degli intervistati. Una lacuna che rende di fatto inefficace il potere deterrente delle norme.

Dove la sicurezza tiene: cinture, velocità e modulistica
Prima di esaminare i comportamenti a rischio, vale la pena registrare i dati incoraggianti. L’87% degli automobilisti dichiara di allacciare sempre la cintura, e l’80% utilizza sistemi adeguati per il trasporto degli animali domestici a bordo. Sul fronte della conoscenza delle regole base, l’83% conosce correttamente i limiti di velocità autostradale, e il 76% sa come compilare il modulo CID dopo un sinistro.
Questi numeri mostrano che una cultura della sicurezza esiste, almeno in alcune aree consolidate. Il problema emerge con forza quando si esce dai comportamenti più abituali per entrare nel territorio delle norme più recenti o meno conosciute.
Smartphone e stanchezza, i pericoli più diffusi
Sul piano delle abitudini pericolose quotidiane, lo smartphone resta il fattore di distrazione dominante: il 53% dei conducenti lo usa mentre guida. Il 26% effettua telefonate, il 12% scambia messaggi, e il comportamento non si interrompe in contesti ad alto rischio come le strade extraurbane (8%) o l’autostrada (9%).
Parallelamente, il 52% degli intervistati ammette di mettersi al volante in condizioni di stanchezza, mentre il 32% ha guidato dopo aver consumato alcolici. Il 9% del campione ha trasportato bambini senza il corretto utilizzo di cinture o seggiolini: un dato che riguarda direttamente l’incolumità dei passeggeri più vulnerabili.

Il nodo delle lacune normative: neopatentati e incidenti
A chiudere il cerchio è la consapevolezza diffusa di non conoscere le regole a sufficienza. Il 76% dei romani e il 71% della media nazionale ammettono di dover ripassare il Codice della Strada. Le lacune più concrete riguardano situazioni pratiche: il 34% degli intervistati non conosce le restrizioni per i neopatentati, mentre il 33% non sa come comportarsi correttamente dopo un incidente stradale.
Il peso di queste incertezze è amplificato dai recenti aggiornamenti legislativi, che hanno inasprito numerose sanzioni senza che l’informazione capillare verso i conducenti abbia tenuto il passo. La ricerca Locauto-YouGov fotografa così un paese in cui la consapevolezza del proprio deficit formativo esiste, ma non si traduce ancora in un aggiornamento sistematico delle competenze alla guida.
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