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Scandalo Tesla in Germania: sotto accusa la Gigafactory di Berlino

Tesla sotto accusa in Germania: il sindacato IG Metall denuncia condizioni di lavoro insostenibili alla Gigafactory di Berlino.
Lo stabilimento produttivo che Tesla ha edificato alle porte di Berlino – già oggetto di forti resistenze da parte dei movimenti ambientalisti durante la fase di costruzione – torna a far parlare di sé per ragioni ben diverse. IG Metall, la principale organizzazione sindacale del settore industriale in Germania, ha alzato la voce contro il costruttore americano, descrivendo lo stabilimento come un luogo in cui regna un “ambiente di lavoro tossico”. Un’accusa diretta, che arriva in un periodo già travagliato per il marchio di Elon Musk sul mercato continentale
Dipendenti sotto pressione: le denunce di IG Metall
Al centro della contestazione sindacale ci sono le condizioni lavorative imposte ai dipendenti della Gigafactory berliner. Secondo quanto denunciato, l’azienda spingerebbe il personale verso turni logoranti, senza distinzione tra chi è in forze e chi invece non versa in buone condizioni fisiche.
Il dettaglio più grave riguarda proprio quest’ultimo caso: i lavoratori in malattia non verrebbero lasciati in pace. I responsabili della fabbrica si spingerebbero fino ai loro domicili per sollecitarli a rientrare, facendo leva – come riportato dalle stesse denunce – su “fare appello alla loro etica del lavoro”. Un metodo che il sindacato considera inaccettabile e che potrebbe aprire scenari di carattere legale per Tesla.

Tesla in Europa: vendite in calo e concorrenza in crescita
Le frizioni interne allo stabilimento tedesco si collocano all’interno di una fase tutt’altro che serena per Tesla nel Vecchio Continente. Nell’arco degli ultimi dodici mesi, le immatricolazioni europee del brand californiano hanno subito una flessione significativa, con un numero crescente di acquirenti che orienta le proprie scelte verso produttori rivali.
Non si tratta di marchi improvvisati: la concorrenza – proveniente tanto dall’Asia quanto dall’Europa stessa – ha progressivamente colmato il divario tecnologico che fino a poco tempo fa costituiva il principale vantaggio competitivo di Tesla. Mese dopo mese, l’offerta alternativa di veicoli elettrici si è fatta più solida, più accessibile e più radicata nelle preferenze dei consumatori locali.
Una nota positiva: il Tesla Semi entra in produzione
Nel mezzo delle difficoltà, giunge un segnale incoraggiante dalla sede di Palo Alto: il Tesla Semi, il pesante elettrico su cui l’azienda lavora da anni, ha superato la fase di sviluppo ed è ufficialmente entrato nella produzione in serie. Le prime unità destinate ai clienti sono attese entro la fine del 2026, un traguardo che potrebbe ridare slancio all’immagine del marchio in un settore – quello della mobilità elettrica su strada per il trasporto merci – ancora largamente inesplorato dalla concorrenza.
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