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RC Auto, il piano di Salvini: il governo è pronto a cambiare le regole

Telecamere per individuare i veicoli senza RC Auto: la norma attesa entro l’estate 2026, ma il nodo della privacy resta da sciogliere.
Quattro milioni di veicoli circolerebbero in Italia senza polizza assicurativa: un problema cronico che il governo intende ora affrontare con strumenti tecnologici moderni. Il ministro Matteo Salvini ha illustrato alla Camera un progetto che prevede l’utilizzo delle infrastrutture di controllo già presenti sulle strade per stanare i conducenti privi di copertura RCA obbligatoria, puntando ad approvare una norma specifica entro la prossima estate.
Un nuovo compito per le telecamere stradali già esistenti
L’idea alla base del progetto è semplice nella sua logica: anziché costruire nuovi sistemi di rilevamento, si vuole potenziare quelli esistenti. Autovelox, Tutor autostradali e varchi elettronici delle ZTL potrebbero acquisire la capacità di verificare, per ogni veicolo inquadrato, la presenza di una polizza attiva, incrociando i dati con gli archivi delle compagnie assicurative.
Perché questo avvenga, gli apparati dovranno prima essere omologati per questa funzione specifica: oggi sono autorizzati esclusivamente al rilevamento delle violazioni per cui sono stati originariamente certificati. Il progetto coinvolgerà il ministero delle Imprese, l’IVASS e il Garante per la privacy, con l’obiettivo dichiarato di chiudere l’iter legislativo entro l’estate del 2026.

Il danno concreto di chi guida senza polizza
Le conseguenze di un incidente causato da un veicolo non assicurato ricadono pesantemente su entrambe le parti coinvolte. Il responsabile si trova esposto a un risarcimento integrale a carico proprio, senza alcuna copertura a sostenerlo, con ricadute economiche che possono essere devastanti.
La vittima, invece, non può rivalersi su nessuna compagnia assicurativa e deve affidarsi al Fondo vittime della strada, uno strumento pensato proprio per questi casi ma che comporta tempi e procedure più complessi rispetto al normale percorso indennitario. È questa asimmetria a rendere il fenomeno delle cosiddette “mine vaganti” particolarmente insidioso per la collettività.
Una legge che esiste ma non è mai decollata
Il punto più rilevante della vicenda è che l’Italia non parte da zero: una norma che consente controlli automatizzati sulla copertura assicurativa è già presente nell’ordinamento da circa dieci anni. Eppure non ha mai trovato applicazione concreta su scala nazionale, bloccata di volta in volta da difficoltà tecniche e da questioni legate alla tutela dei dati personali.
Diverse proposte legislative si sono succedute nel tempo senza mai tradursi in un sistema operativo. Con questo nuovo annuncio, Salvini sceglie di rilanciare il dossier con una norma costruita fin dall’inizio tenendo conto dei vincoli privacy, nella speranza di evitare gli stessi ostacoli che hanno fermato i tentativi precedenti.
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