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Problemi per Tesla: richiamate 219 mila auto. Cosa sta succedendo

Il colosso americano è stato costretto a richiamare oltre 200 mila vetture a causa di un problema che avrebbe potuto aumentare il rischio di incidenti.
La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’autorità federale statunitense preposta alla sicurezza stradale, ha aperto un’indagine su 218.868 automobili Tesla. I modelli coinvolti sono Model S, Model 3, Model X e Model Y, prodotti nel 2017 e nel periodo compreso tra il 2020 e il 2023, tutti equipaggiati con l’hardware di versione 3, la cui produzione è stata interrotta nel gennaio 2024.
Il difetto tecnico alla base dell’indagine
Al centro del caso c’è un malfunzionamento delle telecamere posteriori: il sistema trasmette con ritardo le immagini provenienti dal retro del veicolo, aumentando il rischio di incidenti soprattutto durante le manovre in retromarcia. Un difetto che, in determinate condizioni, potrebbe compromettere la percezione dell’ambiente circostante da parte del conducente.
Va precisato che il problema non lascia il guidatore privo di alternative. Come chiarisce Fox Business, “il conducente può comunque effettuare la retromarcia controllando con la coda dell’occhio e utilizzando gli specchietti retrovisori”. Il rischio, pur reale, non azzera dunque la possibilità di gestire il mezzo in sicurezza.

La risposta di Tesla: aggiornamento OTA già distribuito
Tesla ha reagito con rapidità, distribuendo l’aggiornamento software 2026.8.6.1 ancora prima della formalizzazione dell’indagine da parte della NHTSA. Il pacchetto correttivo è stato reso disponibile tramite tecnologia over-the-air (OTA), che consente l’installazione da remoto senza la necessità di portare il veicolo in officina.
I dati comunicati dal costruttore confermano un’adesione quasi totale: “oltre il 99,92% dei veicoli interessati ha installato con successo il firmware correttivo”. Tesla ha inoltre comunicato che, fino a oggi, non risultano sinistri, feriti o vittime riconducibili al difetto in questione.
Un caso che si inserisce in un contesto più ampio
L’apertura di questa nuova indagine arriva a distanza di poche settimane dalla chiusura di un precedente dossier che aveva riguardato circa 2,6 milioni di veicoli Tesla. In quel caso, la NHTSA aveva esaminato una funzione che permetteva di spostare i mezzi a distanza, concludendo che le criticità erano limitate esclusivamente a incidenti a bassa velocità.
Il susseguirsi di queste verifiche sui veicoli del produttore californiano riflette la crescente attenzione delle autorità di regolamentazione verso i sistemi avanzati di assistenza alla guida e le architetture software che governano le auto a guida semiautonoma, un settore in costante evoluzione in cui i confini tra aggiornamento tecnico e richiamo formale restano spesso sfumati.
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