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Ponte sullo Stretto, scoppia il caos: la Corte dei Conti blocca l’opera simbolo del governo

Il governo convoca una riunione d’urgenza dopo lo stop della magistratura contabile alla delibera Cipess, mentre si accende il dibattito sulle competenze istituzionali.
La Corte dei Conti ha negato il visto di legittimità alla delibera del Cipess sul Ponte sullo Stretto di Messina, bloccando di fatto l’avanzamento del progetto. La decisione ha scatenato una reazione immediata da parte del governo, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha convocato nella serata di ieri una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi.
All’incontro, iniziato in mattinata, hanno partecipato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini e, in videoconferenza dall’Africa, Antonio Tajani. Il ministero delle Infrastrutture sta ora valutando le possibili vie giuridiche e amministrative per superare l’impasse su una delle opere simbolo dell’esecutivo.
La posizione della Corte dei Conti e la replica governativa
In una nota ufficiale, la magistratura contabile ha chiarito che il suo pronunciamento riguarda esclusivamente i profili giuridici della delibera Cipess e non entra nel merito della realizzazione dell’infrastruttura. “Il rispetto della legittimità è presupposto imprescindibile per la regolarità della spesa pubblica“, sottolinea la Corte, precisando che “le nostre decisioni non sono sottratte alla critica, ma questa deve avvenire nel rispetto dell’operato dei magistrati”.
Il ministero delle Infrastrutture ha risposto con fermezza: “L’obiettivo è far partire i lavori. Il vicepremier Salvini è determinato a trovare una soluzione insieme a tecnici e manager, dopo la decisione della Corte dei Conti”. L’esecutivo sta valutando se impugnare la decisione o modificare la delibera per sbloccare il progetto.

Le reazioni politiche: tra critica e cautela
Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha parlato apertamente di “tentativo di ingerenza della Corte dei Conti”, ricordando di aver già segnalato in passato situazioni simili. “È il momento di riprendere in mano il disegno di legge di riforma per mettere ordine in questo conflitto tra poteri dello Stato”, ha dichiarato all’ANSA.
Più prudente la posizione del presidente del Veneto Luca Zaia, che invita a mantenere un approccio tecnico: “Il nodo va affrontato dal punto di vista tecnico-legale. Non è la prima volta che la Corte interviene nel suo spazio di competenza, e non sarà l’ultima”. Zaia sottolinea la necessità di “capire se ci siano stati problemi di dialogo tra le istituzioni coinvolte”.
Sulla stessa linea anche il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli, che difende l’operato dei magistrati contabili: “La Corte dei Conti ha fatto il suo lavoro. Se serviranno rettifiche, saranno fatte. Non credo si possa legare la questione del Ponte alla riforma della giustizia: sarebbe fantasia”.
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