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Pedaggi autostradali 2026: dove sono aumentati e di quanto

L’aumento dei pedaggi autostradali del 2026 tocca milioni di automobilisti: ecco quanto si spende in più sulle principali arterie del Paese.
Chi percorre quotidianamente le autostrade italiane per motivi di lavoro si trova a fare i conti con spese aggiuntive dall’inizio del 2026. L’indagine realizzata da Altroconsumo su 38 collegamenti tra i più utilizzati mostra una situazione variegata: mentre alcune concessionarie autostradali hanno lasciato invariate le tariffe, altre hanno applicato ritocchi che vanno da pochi centesimi fino a 30 centesimi per singolo passaggio. Gli incrementi, legati all’adeguamento inflazionistico, oscillano tra l’1,46% e l’1,925% a seconda della società che gestisce il tratto.
Differenze tra concessionarie nella politica tariffaria
Le società che amministrano la rete autostradale nazionale hanno adottato strategie diverse nell’applicazione degli aumenti dal primo gennaio. Autostrade per l’Italia, il principale gestore del Paese, ha stabilito un incremento dell’1,50% per i propri tratti.
La Autostrada del Brennero ha optato per un rialzo leggermente inferiore, pari all’1,46%, mentre la Salerno-Pompei-Napoli ha scelto la percentuale più alta, arrivando all’1,925%. Questa disparità si riflette in modo concreto sulle tasche degli automobilisti, soprattutto di coloro che utilizzano le infrastrutture per spostamenti pendolari quotidiani, moltiplicando l’effetto economico su base mensile e annuale.

Dove l’impatto economico si fa sentire maggiormente
I collegamenti di lunga percorrenza tra i grandi centri urbani registrano gli incrementi più rilevanti in termini assoluti. Sul collegamento che unisce la Toscana al Lazio, percorrendo 254 chilometri tra Firenze Sud e Roma Nord, gli automobilisti pagano ora 20,00 euro contro i 19,70 precedenti. Identico aumento, pari a 0,30 euro, caratterizza il percorso che attraversa l’Adriatico centrale, da Napoli fino a Bari Nord sulla A14, dove la tariffa ha raggiunto i 21,60 euro.
Anche tratte di media distanza mostrano rincari apprezzabili: chi viaggia tra Bologna e Firenze sulla A1-A14 spende ora 8,90 euro, con 0,20 euro in più, cifra identica a quella applicata sulla Torino Rondissone-Novara Ovest e sul collegamento tra San Lazzaro di Savena e Ancona Nord, salito a 15,70 euro.
Il quadro completo tra rincari minimi e tariffe congelate
Numerosi percorsi autostradali presentano variazioni contenute a un decimo di euro, somma che incide comunque sui bilanci di chi viaggia regolarmente. Tra i 48 chilometri che separano Bergamo da Milano Est sulla A4, il costo è passato a 3,80 euro, mentre collegamenti più brevi come Agrate Brianza-Milano richiedono ora 1,70 euro. La rete adriatica mostra incrementi analoghi: 8,20 euro per San Lazzaro di Savena-Rimini Nord, 10,60 euro per Ancona Sud-Pescara Nord.
Diversa la situazione per chi percorre tratte rimaste a tariffa invariata: il collegamento Pescara Nord-Roma Est mantiene i 21,40 euro, così come restano a costo zero le autostrade siciliane Messina-Buonfornello, Catania Nord-Messina e Messina-Milazzo. Stabili anche percorsi brevi come Bologna Borgo Panigale-Modena Sud a 1,90 euro e collegamenti di media distanza quali Torino-Asti Ovest sulla A21, che conserva la tariffa di 5,20 euro.
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