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Olimpiadi tra i cantieri: Milano-Cortina 2026 tra infrastrutture incomplete e traffico in tilt

Milano-Cortina 2026: a ridosso dell’apertura dei Giochi, la maggioranza delle infrastrutture programmate è ancora incompleta.
A poche ore dal via ufficiale della manifestazione sportiva, l’Italia affronta un’emergenza logistica che minaccia il buon funzionamento dell’evento. Dal 6 al 22 febbraio gli occhi del mondo saranno puntati sulle località alpine italiane, ma le infrastrutture necessarie a gestire gli spostamenti presentano gravi ritardi. Il bilancio aggiornato al 2 febbraio parla chiaro: su 98 progetti programmati, appena 40 hanno visto la conclusione dei lavori.
I media stranieri hanno già iniziato a sottolineare le criticità, definendo questa edizione come le “Olimpiadi circondate dai cantieri”. Le autorità locali ricorrono ora a provvedimenti drastici, inclusa la sospensione dell’attività scolastica in alcune zone, per tentare di contenere il collasso della viabilità.
Ritardi cronici e numeri preoccupanti
L’avanzamento dei lavori racconta una storia di difficoltà croniche nella gestione delle tempistiche. A metà gennaio la percentuale di completamento era drammatica: solo un sesto degli interventi previsti era stato portato a termine. Nelle ultime settimane si è registrato un incremento, ma la distanza dall’obiettivo resta significativa.
Tra i 98 interventi complessivi, ben 51 concernono la rete di trasporti – strade e collegamenti ferroviari – elemento considerato cruciale per evitare il blocco della circolazione. La natura stessa delle Olimpiadi invernali, con sedi di gara distribuite su un territorio vasto e montagnoso, amplifica l’importanza di avere arterie di comunicazione efficienti e pienamente operative.

Circolazione compromessa dalle zone di lavoro attive
Le aree ancora interessate dai lavori in corso si concentrano proprio lungo gli assi di collegamento principali, creando una situazione paradossale. Mentre aumenta il numero di persone dirette verso le località olimpiche – tra atleti, staff tecnici, giornalisti e pubblico – la rete stradale si trova costretta da limitazioni multiple. Circolazione a senso unico alternato, percorsi deviati e velocità ridotta caratterizzano molti tratti fondamentali.
L’accumulo di questi fattori, unito all’incremento naturale del traffico dovuto all’evento, genera il rischio concreto di ingorghi prolungati e paralisi della mobilità. Una prospettiva che stride fortemente con l’obiettivo di mostrare capacità organizzativa e modernità infrastrutturale a livello internazionale.
Funivia fantasma e scuole chiuse per decreto
Il quadro più emblematico della situazione emerge a Cortina, dove il progetto del collegamento funiviario Apollonio-Socrepes diventa simbolo dei ritardi accumulati. Pensato per alleggerire il carico veicolare trasferendo rapidamente persone e materiali via aerea, l’impianto ha collezionato rinvii su rinvii. Sebbene la struttura principale con le funi sia ora installata, le cabine richiedono ancora settimane di verifiche di sicurezza.
Durante i Giochi funzionerà quindi un servizio di autobus sostitutivi, scelta che invece di risolvere rischia di aggravare la pressione sulle strade. Per fronteggiare questa criticità, le autorità hanno disposto la sospensione delle lezioni nelle scuole di Cortina tra il 10 e il 12 febbraio, misura estrema che fotografa la gravità del momento.
L’obiettivo è eliminare gli spostamenti quotidiani degli studenti, liberando spazio per i mezzi olimpici. Nel frattempo, molte opere considerate essenziali non vedranno completamento prima del 2030, mentre i costi delle strutture sportive sono esplosi da 204 a 945 milioni di euro.
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