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Neopatentati al volante di auto da 500 CV: il buco nella legge

La differenza tra potenza omologata e potenza effettiva consente ai giovani di mettersi al volante di vetture dalle prestazioni da supercar.
La recente revisione del Codice della Strada ha generato una conseguenza imprevista: giovani conducenti che hanno ottenuto la licenza di guida da pochi mesi possono trovarsi al volante di vetture capaci di erogare oltre 500 cavalli, senza incorrere in alcuna sanzione.
Il fenomeno non deriva da una dimenticanza legislativa marginale, ma da una lacuna strutturale nelle modalità con cui vengono certificati i dati di potenza nei documenti di circolazione, soprattutto per quanto riguarda le moderne motorizzazioni elettrificate. La distanza tra prestazioni reali e valori omologati crea uno scenario in cui la conformità formale nasconde capacità dinamiche paragonabili a quelle di supercar.
Come la certificazione dei motori elettrici aggira i vincoli di legge
La normativa stabilisce che chi possiede la patente B da meno di trentasei mesi non può condurre veicoli superiori a 143 CV o con rapporto potenza/massa oltre 75 kW per tonnellata. Il sistema, apparentemente rigoroso, presenta un punto debole cruciale: i propulsori elettrici vengono omologati indicando sul libretto solo la potenza nominale continua, non quella massima di picco.
Quest’ultima, determinante per accelerazioni e riprese, può essere significativamente superiore. Quando un motore termico si affianca a un’unità elettrica, la somma effettiva delle potenze può raggiungere livelli elevatissimi, mentre i documenti ufficiali riportano cifre contenute nei limiti previsti.

Quali modelli possono essere guidati senza infrangere le regole
Numerosi SUV premium e berline di rappresentanza con alimentazione ibrida plug-in rientrano in questa categoria anomala. Si tratta di veicoli progettati per clientela esigente, dotati di tecnologie sofisticate e performance di alto livello, eppure accessibili anche a conducenti appena usciti dall’autoscuola.
Il doppio sistema propulsivo garantisce accelerazioni fulminee e dinamiche di guida complesse, caratteristiche che sulla carta non emergono dalla lettura del libretto. La conformità burocratica maschera così capacità tecniche che richiederebbero anni di esperienza per essere gestite in condizioni critiche.
Il pericolo di affidare potenza elevata a chi manca di esperienza
Gli addetti ai lavori segnalano con preoccupazione crescente questa contraddizione normativa. Affidare veicoli dalle accelerazioni brucianti a neopatentati significa esporli a rischi che le regole dovrebbero prevenire, non legittimare. La tecnologia automobilistica ha fatto passi da gigante, ma il quadro legislativo non si è adeguato a questa evoluzione.
Serve un intervento che consideri la potenza complessiva reale, integrando nei controlli anche i valori di picco dei motori elettrici, per garantire che i limiti proteggano concretamente la sicurezza stradale e non restino semplici formalismi burocratici destinati a essere aggirati.
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