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Monopattini elettrici, sta arrivando il “targhino”: multe fino a 400 euro

Entro sessanta giorni dall’attivazione della piattaforma online i proprietari dovranno richiedere il targhino o rischieranno sanzioni fino a 400 euro.
Chi utilizza quotidianamente il monopattino elettrico per spostarsi in città dovrà presto fare i conti con una novità normativa destinata a cambiare le abitudini di milioni di italiani. Entro due mesi dall’attivazione di una piattaforma digitale ancora in fase di lancio, tutti i proprietari saranno tenuti ad applicare sul proprio mezzo il cosiddetto “targhino”, un contrassegno identificativo plastificato. Si tratta di un adesivo rettangolare di pochi centimetri, prodotto dalla Zecca dello Stato con tecnologie anti-falsificazione, che riporta un codice alfanumerico univoco.
Le sanzioni amministrative per chi viene sorpreso a circolare senza il targhino raggiungeranno i 400 euro, una cifra pensata per scoraggiare i ritardatari. La misura completa il quadro della riforma voluta dal ministro Salvini e rappresenta una svolta per un settore finora caratterizzato da scarsissimi controlli e identificazione pressoché impossibile dei mezzi.
Sessanta giorni per evitare la multa
Il calendario dell’operazione dipende da un ultimo tassello burocratico che manca all’appello. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale dello scorso novembre, serve infatti un provvedimento direttoriale per rendere operativa la piattaforma telematica attraverso cui presentare la domanda. Da quel momento in poi scatterà un periodo transitorio di sessanta giorni durante il quale ogni possessore potrà mettersi in regola senza rischiare conseguenze. Passata questa finestra temporale, le forze dell’ordine potranno elevare verbali compresi tra 100 e 400 euro a chi circola sprovvisto del targhino.
La scelta di diluire i tempi nasce dall’esigenza di evitare code infinite agli sportelli della Motorizzazione Civile e permettere una gestione ordinata delle richieste, considerando che l’intera procedura si svolgerà prevalentemente online. Per ottenere l’adesivo identificativo sarà necessario versare una cifra base di 8,66 euro, oltre a imposta di bollo e diritti amministrativi standard. Il ritiro potrà avvenire direttamente presso gli uffici provinciali oppure tramite le agenzie di pratiche auto autorizzate.

Un codice personale stampato su materiale speciale
La Zecca dello Stato realizzerà questi targhini utilizzando gli stessi supporti riservati ai documenti di valore e alle carte con elevate esigenze di sicurezza. L’elemento distintivo ha dimensioni contenute, con formato da 50 millimetri per 60, e presenta caratteristiche precise stabilite dal regolamento. Su fondo bianco compaiono sei caratteri neri distribuiti su due file da tre elementi ciascuna, combinando lettere dalla B alla Z e numeri dal 2 al 9. La scelta di escludere alcune lettere e cifre serve a evitare confusioni visive durante i controlli.
Il supporto è un adesivo plastificato progettato per resistere agli agenti atmosferici e impossibile da rimuovere una volta applicato, caratteristica fondamentale per impedire trasferimenti fraudolenti tra veicoli diversi. Un dettaglio importante distingue questo sistema da una tradizionale targa: il targhino resta legato alla persona che lo richiede, non al monopattino specifico, seguendo una logica di responsabilizzazione individuale anziché di registrazione del mezzo.
Dove applicare il targhino senza sbagliare
Le norme prevedono regole chiare sul posizionamento per garantire la visibilità durante i controlli stradali. La collocazione preferenziale del targhino è sul retro del monopattino, all’interno di uno spazio appositamente ricavato dal produttore. Molti modelli in commercio non dispongono ancora di questa predisposizione, quindi il decreto autorizza soluzioni alternative. In questi casi si può fissare il contrassegno perpendicolarmente al tubo dello sterzo, nella zona davanti al conducente, oppure scegliere qualsiasi punto compreso tra 20 e 120 centimetri di altezza dal terreno.
L’unico vincolo inderogabile riguarda l’orientamento: la sequenza alfanumerica deve risultare chiaramente leggibile a colpo d’occhio. Questa flessibilità tiene conto della grande varietà di design presenti sul mercato, dai modelli pieghevoli ultracompatti ai monopattini con sedile incorporato. La capacità di adattamento della norma eviterà situazioni paradossali in cui l’applicazione fisica risulti impossibile per ragioni tecniche, pur mantenendo lo scopo identificativo del provvedimento.
Resta da verificare come reagiranno concretamente gli utenti italiani a questa trasformazione, considerando che finora la circolazione è avvenuta in totale libertà senza alcuna forma di registrazione obbligatoria, e se i controlli sul territorio saranno sufficientemente capillari da rendere efficace la misura oltre la fase iniziale di adeguamento.
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