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Monopattini elettrici: dall’alba del 16 maggio al via le sanzioni

Senza il contrassegno identificativo sul mezzo non si potrà più circolare: tutte le regole da conoscere per evitare le multe.
Chi possiede un monopattino elettrico e non ha ancora ritirato il targhino identificativo rischia, a partire dal 16 maggio, una multa da 100 euro (70 se pagata entro cinque giorni). Il contrassegno, prodotto dal Poligrafico dello Stato, era disponibile già dal 18 marzo, ma la corsa agli sportelli si è concentrata solo nelle ultime ore, mandando in tilt gli uffici della Motorizzazione civile delle principali città. Nessuna proroga è prevista, e presentare la ricevuta della domanda non esonera dalla sanzione se il targhino non è fisicamente applicato sul mezzo.
Dove si usa il monopattino e chi può guidarlo
Prima ancora di occuparsi del contrassegno, vale la pena ricordare il quadro di regole entro cui si muove chi usa questi mezzi. I monopattini elettrici sono consentiti ai conducenti di almeno 14 anni, senza obbligo di patente, ma con casco obbligatorio per tutti. La velocità massima è 20 km/h su strade urbane con limite fino a 50 km/h e sulle piste ciclabili, ridotta a 6 km/h nelle aree pedonali, dove la circolazione è ammessa solo se non esplicitamente vietata. Vietata la circolazione su marciapiedi e su strade extraurbane.
Nelle ore notturne o in condizioni di scarsa visibilità è obbligatorio il giubbino retroriflettente e il mezzo deve avere luci anteriore e posteriore accese. I conducenti devono tenere entrambe le mani sul manubrio e procedere in fila, mai affiancati in più di due. È tassativamente vietato trasportare persone, animali o oggetti. Le sanzioni per infrazioni comportamentali partono da 50 euro (35 con pagamento rapido) per mancanza di casco, luci spente, uso del marciapiede o trasporto di persone, fino al sequestro e alla confisca immediata per i mezzi con motore termico o superiore a 11 kW.

Come si presenta la domanda e quanto costa il contrassegno
Per ottenere il targhino è necessario essere maggiorenni: si può richiedere anche per conto di un minore. Il canale diretto è il Portale dell’automobilista (accesso con Spid, sezione “Servizi online”), oppure ci si può affidare a un’agenzia di pratiche auto. I costi fissi sono 8,66 euro per il contrassegno, 10,20 euro di diritti di motorizzazione e 16 euro di imposta di bollo, più le commissioni Pago PA e, se si usa un’agenzia, la tariffa libera dello studio. Il ritiro avviene nello stesso canale scelto per la richiesta.
Il targhino misura 5×6 cm e ha un supporto plastificato adesivo non rimovibile: caratteri neri su fondo bianco riflettente con la scritta M.E.F. in trasparenza, sei caratteri alfanumerici su due righe ed emblema della Repubblica italiana. Va applicato sul portatarghino del parafango posteriore oppure sul piantone dello sterzo, a un’altezza compresa tra 20 e 120 centimetri da terra. Attenzione: una volta posizionato non può essere staccato senza distruggerlo, quindi è fondamentale applicarlo con cura. Da segnalare, infine, che l’obbligo di assicurazione RC è slittato al 16 luglio, con multa di 100 euro per i trasgressori.
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