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Le 5 auto più veloci del mondo: 496 km/h, la velocità da battere

Dalla cinese Yangwang U9 Xtreme alla svedese Koenigsegg Agera RS: i cinque bolidi da strada capaci di superare i 440 km/h in configurazione omologata.
Nel panorama delle hypercar moderne, la velocità massima rimane il parametro definitivo per stabilire le gerarchie tra i costruttori più ambiziosi. Quando un’automobile supera la barriera dei 440 chilometri orari su strada, ogni dettaglio conta: la potenza del propulsore, l’aerodinamica della carrozzeria e l’eliminazione di ogni grammo superfluo. Cinque vetture hanno dimostrato di poter dominare questa sfida estrema, dividendosi tra propulsori termici tradizionali e innovative soluzioni elettriche. Dalla storica impresa su asfalto pubblico della Koenigsegg alla rivoluzione elettrica firmata Yangwang, questi bolidi ridefiniscono i confini del possibile.
Il dominio elettrico della Yangwang U9 Xtreme
Al vertice della classifica mondiale si posiziona la Yangwang U9 Xtreme, hypercar elettrica cinese che ha riscritto i record nell’ovale tedesco di Papenburg. Con Marc Basseng al volante, questa vettura ha fermato i cronometri a 496,22 km/h, stabilendo il nuovo riferimento assoluto per automobili di serie omologate. Il segreto prestazionale risiede nell’architettura a quattro motori elettrici indipendenti, uno per ciascuna ruota, che insieme erogano una potenza complessiva di 3.018 cavalli.
La carrozzeria è stata ottimizzata sacrificando la deportanza aerodinamica per massimizzare la penetrazione nell’aria, una scelta radicale che distingue questa versione Xtreme dalla configurazione standard. Il costruttore ha previsto una tiratura limitata di 30 esemplari. Parallelamente esiste una variante ad alta downforce che detiene il primato al Nürburgring per vetture completamente elettriche, completando il tracciato in 6’59″157.

I motori termici all’assalto: Bugatti e Ssc Tuatara
La Bugatti Chiron Super Sport 300+ rappresenta il culmine dell’era dei propulsori a combustione nelle hypercar da record. Nel 2019 sull’ovale di Ehra-Lessien, questa creazione francese ha frantumato la barriera psicologica delle 300 miglia orarie, fermandosi a 490,42 chilometri orari. Il motore W16 quadriturbo da 1.600 Cv è stato abbinato a una coda allungata di 25 centimetri per assumere un profilo streamliner che minimizza la resistenza aerodinamica. Dei 30 esemplari prodotti, ciascuno è stato venduto a oltre 3,5 milioni di euro. Il primato, pur reale, non ottenne la certificazione ufficiale Guinness poiché venne effettuata un’unica corsa invece delle due obbligatorie in direzioni opposte.
Il titolo ufficiale Guinness come auto di serie più rapida al mondo appartiene invece alla Ssc Tuatara statunitense. Il 5 maggio 2022, sulla pista del Kennedy Space Center, questa hypercar ha registrato una media di 474,8 km/h nelle due corse regolamentari. Il proprietario Larry Caplin era personalmente al volante quando la vettura, spinta da un V8 biturbo da 1.750 cavalli alimentato a etanolo, ha conquistato il record. Questo risultato ha permesso di chiudere definitivamente la controversia del 2020, quando la casa aveva inizialmente dichiarato 532 km/h per poi ritrattare citando malfunzionamenti dei rilevatori.
Koenigsegg Agera RS e Bugatti Mistral: i record speciali
La Koenigsegg Agera RS detiene un primato unico nella storia automobilistica: quello di vettura più veloce su strada pubblica aperta. Nel deserto del Nevada, nel 2018, questa hypercar svedese da 1.360 cavalli ha toccato una media di 447,19 km/h effettuando due passaggi in sensi opposti su asfalto ordinario, non su una pista dedicata. Il pilota Niklas Lilja registrò rispettivamente 457 e 437 km/h, infrangendo il record che resisteva dal 1938, quando Rudolf Caracciola raggiunse 432,7 km/h con la Mercedes W125 Rekordwagen sull’Autobahn di Berlino.
La Bugatti Mistral, ultima creazione spinta dall’iconico W16 quadriturbo da 1.600 Cv, ha conquistato nel novembre 2024 il primato di auto scoperta più veloce al mondo con 453,91 km/h. L’impresa si è svolta sempre a Papenburg, su richiesta di un collezionista indiano che possiede altre quattro Bugatti da record. La livrea nero-arancione richiama quella utilizzata storicamente dalla casa francese per tutti i tentativi di primato, a partire dalla Veyron Super Sport del 2010.
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