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La Cina conquista l’Italia: mai così tanti modelli del dragone tra le auto più vendute

Auto cinesi sempre più in cima alle classifiche italiane: a febbraio 2026 sei modelli entrano nelle top 50 e la Leapmotor T03 sfiora il podio.
Febbraio 2026 ha sancito un passaggio che il mercato automobilistico italiano attendeva da tempo: i brand di origine cinese non sono più una presenza marginale nelle classifiche mensili, ma attori centrali capaci di competere con i costruttori storici. Sei modelli provenienti dalla Cina figurano tra le cinquanta auto più immatricolate nel mese, con la Leapmotor T03 che ha raggiunto la quarta posizione assoluta a quota 4.778 unità, superata soltanto dalla Fiat Panda, dalla Jeep Avenger e dalla Fiat Grande Panda. Un salto di qualità netto rispetto a dodici mesi prima, quando i modelli cinesi presenti nella stessa graduatoria erano quattro e nessuno aveva mai sfidato le posizioni di vertice.
Una presenza sempre più diffusa e stabile
La fotografia di febbraio parla chiaro: accanto alla Leapmotor T03, che ha dominato il segmento delle compatte a zero emissioni, si contano altri cinque modelli cinesi oltre la soglia della rilevanza commerciale. La MG ZS ha confermato la propria reputazione di riferimento del segmento con 2.667 targhe, mentre la MG3 ha raccolto 1.941 immatricolazioni. Più in basso, ma sopra le mille unità, si collocano la Omoda 5 a 1.375, la BYD Seal U a 1.397 e la BYD Atto 2 a 1.214.
Rispetto allo stesso mese del 2025, la trasformazione è misurabile: allora la MG ZS aveva guidato il gruppo con 3.177 unità al settimo posto, mentre la BYD Seal U non aveva superato le 837 targhe. Oggi, quella stessa citycar elettrica ha quasi raddoppiato i volumi e più marchi cinesi che mai superano stabilmente quota mille al mese.

Come si è costruita questa crescita nel tempo
Il balzo di febbraio non è il frutto di un’accelerazione improvvisa, ma di un percorso avviato ben prima. La MG ZS, in vendita in Italia dal 2021, ha avuto anni per consolidare rete distributiva e reputazione. I modelli più recenti come BYD Seal U, Atto 2, Omoda 5 e Leapmotor T03 sono arrivati tra il 2023 e il 2024, trovando però un terreno già preparato da una domanda in espansione.
A metà del 2025, i segnali erano già chiari: la MG ZS aveva accumulato oltre 17.000 immatricolazioni e la BYD Seal U aveva oltrepassato le 7.000 unità. Una curva di crescita che indicava non un picco isolato, ma una domanda strutturata e in evoluzione continua.
Il fattore prezzo e gli incentivi come acceleratori
Un elemento decisivo nella scalata dei brand cinesi è stato il loro posizionamento di prezzo, compatibile con i requisiti degli incentivi statali per le auto elettriche del 2025. I voucher, pari a 9.000 o 11.000 euro per persone fisiche con ISEE fino a 40.000 euro e per microimprese, erano vincolati a un tetto di 35.000 euro più IVA e alla rottamazione di un veicolo Euro 0-5. Condizioni costruite attorno ai segmenti in cui i produttori cinesi operano con maggiore forza: compatte elettriche e SUV medi.
Il risultato è che marchi come BYD, MG e Leapmotor hanno potuto intercettare una fascia di acquirenti sensibile al prezzo finale, trasformando il contributo pubblico in un vantaggio competitivo diretto. Tutto questo, vale la pena ricordarlo, in un contesto segnato dai dazi europei sulle importazioni di elettrici dalla Cina, un ostacolo che non ha fermato la penetrazione commerciale di questi marchi nel mercato italiano.
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