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Il Cybertruck è un super flop: altro grosso problema per Tesla

Il Pick-upfatica a decollare: scorte invendute, prezzi in calo, problemi tecnici e domanda in stallo mettono in crisi uno dei progetti più ambiziosi.
Il lancio del Cybertruck avrebbe dovuto segnare una nuova era per Tesla e per l’industria automobilistica elettrica. Invece, a poco più di un anno dalle prime consegne, il progetto sembra essere entrato in una fase critica. Negli Stati Uniti, oltre 2.400 Cybertruck giacciono invenduti, per un valore stimato attorno ai 200 milioni di dollari. A peggiorare la situazione, l’interesse dei consumatori si è rivelato decisamente più basso rispetto alle attese, costringendo Tesla a rallentare la produzione nella sua Gigafactory in Texas.
Numeri di vendite inferiori alle attese
Dopo l’entusiasmo iniziale, alimentato da prenotazioni milionarie e dichiarazioni ottimistiche di Elon Musk, le vendite reali hanno deluso. A oggi, meno di 47.000 veicoli sono stati consegnati in circa 14 mesi, ben lontani dagli obiettivi fissati a quota 250.000 unità all’anno. Anche i problemi tecnici hanno pesato: l’ultimo richiamo riguarda la caduta di un rivestimento a causa di una colla utilizzata, un difetto che ha bloccato temporaneamente le consegne e che ha suscitato qualche perplessità sull’effettiva qualità del progetto.
Un mercato dell’usato in picchiata
La sfiducia verso il valore residuo del Cybertruck è ormai palpabile. Tesla ha smesso di accettare il veicolo in permuta, mentre i prezzi del modello usato sono crollati del 55% in un anno. Solo negli ultimi tre mesi si registra un calo del 13%, con un ulteriore 6% nel mese più recente. I concessionari, nel dubbio su dove si stabilizzerà il prezzo, offrono valutazioni sempre più basse.
La domanda continua a ristagnare, e anche tra i proprietari cresce la frustrazione. Alcuni cercano tutela attraverso la Lemon Law, sperando in un rimborso o nella sostituzione del mezzo. Il divario tra le specifiche promesse e quelle effettivamente consegnate, in termini di autonomia e capacità di carico, ha allontanato molti potenziali acquirenti, già scottati da un prezzo di listino aumentato rispetto agli annunci iniziali.

Previsioni disattese e concorrenza in crescita
Musk aveva promesso un Cybertruck da 39.900 dollari, ma al lancio il modello base partiva da oltre 60.000 dollari. La serie “Foundation” arrivava a costare fino a 20.000 dollari in più, offrendo vantaggi marginali come la connettività gratuita o il logo esclusivo. Nonostante i proclami sul futuro di robot umanoidi e robotaxi, gli investitori iniziano a dubitare delle capacità produttive di Tesla, che secondo alcune stime perde denaro su ogni Cybertruck venduto.
La concorrenza non è rimasta a guardare: aziende come Rivian, Ford, XPeng e Waymo hanno colmato il divario tecnologico, soprattutto sul fronte della guida autonoma. Mentre Tesla tenta di rilanciare con un modello a trazione posteriore più economico, il futuro del Cybertruck appare incerto. La vera sfida non è più innovare, ma convincere i consumatori che il prodotto vale il prezzo richiesto.
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