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Il box auto è il nuovo oro: prezzi alle stelle nelle grandi città, ecco le più care

I box auto diventano un investimento immobiliare sempre più redditizio nelle città italiane, con prezzi in rialzo e domanda che supera l’offerta disponibile.
Trovare un posto dove lasciare l’auto di notte è diventato un problema concreto per milioni di italiani, e il mercato immobiliare ne risente. I dati dell’Ufficio Studi Tecnocasa relativi alla prima metà del 2025 mostrano un aumento del 2% per i box e dell’1,2% per i posti auto rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Chi acquista lo fa per ragioni diverse: la maggioranza – sei acquirenti su dieci – cerca una soluzione vicina a casa, preferibilmente nello stesso stabile o entro mezzo chilometro; i restanti quattro puntano invece sulla rendita da locazione, un’opzione che unisce spese di gestione ridotte a un ritorno economico affidabile.
Meno sosta pubblica, più pressione sui prezzi
Le amministrazioni comunali hanno progressivamente ridisegnato lo spazio urbano: piste ciclabili, corsie riservate ai mezzi pubblici, cantieri per nuove linee tramviarie e un’estensione capillare delle zone di sosta a pagamento – ormai presenti anche in quartieri un tempo esclusi – hanno sottratto migliaia di stalli alla circolazione ordinaria.
Il risultato è che i residenti, privati di alternative gratuite, si rivolgono al mercato privato in numero crescente. La domanda supera strutturalmente l’offerta, e i prezzi salgono di conseguenza. Napoli registra il rialzo più marcato con un +3,3%, seguita da Roma e Firenze a +2,7%, Torino a +2,5% e infine Milano insieme a Palermo che si fermano entrambe a +2,2%.

Auto sempre più grandi, box sempre più inadeguati
Un elemento che amplifica ulteriormente la scarsità di offerta utile riguarda le misure dei veicoli contemporanei. I modelli SUV oggi dominanti sul mercato raggiungono spesso oltre cinque metri di lunghezza e superano i due metri di larghezza con gli specchietti aperti: dimensioni incompatibili con i box costruiti nei decenni scorsi, che si attestavano su una superficie standard di circa 14 mq.
Per ospitare un’auto moderna con la possibilità di manovra – e magari ricavare uno spazio per una wallbox destinata alla ricarica elettrica – servono oggi almeno 18 mq. Nei palazzi d’epoca questa esigenza trova risposta solo quando è possibile convertire ex locali commerciali dismessi, strutture che offrono altezze e superfici modulabili, ma non sempre disponibili né facilmente trasformabili.
Dal box economico al garage di lusso: un mercato senza una media
Le quotazioni variano in modo così estremo da rendere qualsiasi media cittadina scarsamente significativa. A Milano il ventaglio va da 16.000 euro nelle zone periferiche fino a 120.000 euro nei contesti più ricercati. A Roma la forbice è ancora più ampia: si parte da 8.500 euro – la soglia d’ingresso più bassa tra le grandi città – per salire fino a 200.000 euro nelle aree a vocazione monumentale e turistica. Napoli si colloca in una fascia intermedia, con valori compresi tra 10.000 e 140.000 euro.
In periferia la maggiore disponibilità di parcheggi di superficie contiene naturalmente i prezzi; nei centri storici, invece, i vincoli architettonici e la quasi totale assenza di nuova offerta trasformano il box in un asset immobiliare raro, con tutte le implicazioni di prezzo che ne derivano.
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