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Ford ha smontato le BYD: le scoperte sui propulsori sono preoccupanti. Farley: “Mi toglie il sonno”

Ford ha acquistato e smontato alcune auto BYD per analizzarle: il CEO Jim Farley ha scoperto difetti nei propulsori elettrici.
Il gigante cinese BYD ha conquistato quote di mercato globali con una rapidità che ha colto impreparati molti costruttori occidentali, nonostante le previsioni degli analisti. Negli Stati Uniti, i dazi doganali imposti dall’amministrazione Trump dovrebbero proteggere i produttori nazionali dalla concorrenza asiatica, ma nella pratica non hanno ancora prodotto gli effetti sperati.
Per comprendere il segreto del successo delle auto cinesi oltre al prezzo competitivo, Jim Farley, amministratore delegato di Ford, ha adottato un approccio diretto: acquistare veicoli BYD e smontarli completamente per studiarne ogni componente.
L’analisi di Ford rivela pregi e difetti
L’operazione condotta in primavera ha visto la partecipazione diretta di Farley e di altri dirigenti Ford. I tecnici hanno individuato punti di forza notevoli: “L’innovazione delle case cinesi anno per anno è incredibile”, ha dichiarato il dirigente. Questa capacità di evolversi rapidamente ha un costo elevato per il settore: ogni anno circa venti costruttori cinesi falliscono perché non riescono a mantenere il ritmo frenetico di sviluppo del mercato domestico. La pressione competitiva spinge le aziende sopravvissute a migliorare costantemente prodotti e processi produttivi.

Le inefficienze tecniche dei propulsori BYD
L’esame approfondito ha rivelato criticità tecniche significative. “I propulsori elettrici non hanno l’efficienza che le batterie Litio, Ferro e fosfato dovrebbero presentare, non sono perfetti. La velocità di sviluppo è impressionante. Questa cosa mi toglie il sonno”, ha ammesso Farley.
Secondo l’amministratore delegato, costruire batterie migliori aumentando leggermente il prezzo delle auto non costituisce un obiettivo irrealistico. La disponibilità di centinaia di milioni di operai rende comprensibile la rapidità con cui la Cina sviluppa tecnologie moderne, ma non giustifica le inefficienze tecniche riscontrate.
La risposta strategica di Ford al mercato cinese
Ford sta lavorando a progetti di Segmento B e citycar dal prezzo accessibile per contrastare i marchi emergenti asiatici. Lo smontaggio delle BYD potrebbe aver fornito spunti preziosi per lo sviluppo di questi nuovi modelli. L’azienda americana punta a combinare l’efficienza produttiva con standard qualitativi superiori, sfruttando le debolezze individuate nei veicoli cinesi per posizionarsi meglio sul mercato globale delle auto elettriche economiche.
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