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Dalla Cina con furore: l’invasione elettrica che sta piegando l’industria europea

I costruttori orientali ridisegnano gli equilibri del mercato europeo con una crescita che supera il 90% e quote mensili fino al 7,4% nel 2025.
Settembre 2025 segna un punto di svolta: per la prima volta i costruttori cinesi superano collettivamente marchi sudcoreani consolidati come Kia nelle classifiche europee. La quota del 7,4% raggiunta in quel mese rappresenta il culmine di un’ascesa iniziata anni fa ma accelerata drammaticamente nel corso dell’ultimo anno.
Dietro questi numeri si nasconde una strategia articolata che combina prezzi competitivi, tecnologia avanzata e un’offerta diversificata tra elettrico e ibrido. L’Europa, stretta tra normative ambientali sempre più rigide e la necessità di rendere accessibile la mobilità sostenibile, si trova ad affrontare una concorrenza che ridefinisce le regole del gioco nel settore automobilistico.
Dai picchi mensili alla tenuta strutturale: l’analisi dei dati
Il 91% di crescita registrato nel primo semestre del 2025 racconta solo una parte della storia. Più significativo è l’andamento cumulativo: 522.587 immatricolazioni da gennaio a settembre, con un incremento dell’83% rispetto all’anno precedente nei 30 principali mercati europei tra Unione Europea, Regno Unito, Svizzera e Norvegia. La quota media nei primi otto mesi si attesta al 5,3%, quasi doppia rispetto al 3,2% del 2024.
Ma l’entusiasmo va temperato con la realtà delle oscillazioni: secondo Dataforce, citata da Bloomberg, nei veicoli elettrici la penetrazione è scesa dall’11,8% al 12,6%, mentre negli ibridi il calo è stato di tre punti percentuali dal picco di settembre, fermandosi al 12,6%. Questi dati suggeriscono una presenza in espansione ma esposta a variabilità significative, lontana da un controllo stabile del mercato.

Le alleanze strategiche e i modelli che fanno la differenza
Leapmotor ha scelto la via della collaborazione con Stellantis, garantendosi l’accesso alla rete distributiva europea attraverso l’integrazione della citycar elettrica T03. Un veicolo proposto sotto i 19.000 euro che, secondo l’analista Daniele Ministeri di Jato Dynamics, può contribuire a rafforzare il know-how europeo nelle nuove energie.
Dall’altra parte, Chery Automobile ha privilegiato l’attacco diretto ai mercati più sensibili al prezzo come Italia e Spagna, dove i marchi Omoda e Jaecoo stanno conquistando spazio con un’espansione dell’862% dall’inizio dell’anno. BYD, invece, punta sulla forza dei numeri: tra gennaio e novembre ha venduto 159.869 veicoli in Europa secondo i dati ACEA, con una crescita del 276% che la porta a superare le 21.000 unità mensili includendo i mercati extra-UE. A novembre le sole immatricolazioni nell’Unione Europea hanno raggiunto 16.158 unità, più che triplicate rispetto alle 4.821 dell’anno precedente.
Il dominio di MG e la rincorsa degli inseguitori
Tre marchi controllano l’83% delle vendite cinesi in Europa: MG guida con 225.783 veicoli dall’inizio dell’anno e una crescita del 26%, seguita da BYD che triplica le immatricolazioni con un +308%, e dal gruppo Chery che segna l’incremento più esplosivo. A settembre, MG ha immatricolato 33.536 unità, BYD 24.336 e Chery 18.454 veicoli considerando l’intero gruppo. Il quarto posto spetta a Geely con 7.465 unità e un +36%. Xpeng, Jaecoo, Omoda e Leapmotor completano il quadro dei marchi emergenti che stanno ampliando l’offerta oltre i confini dell’elettrico puro.
Il Wall Street Journal sottolinea come questa diversificazione rappresenti la vera arma competitiva: intercettare la domanda crescente di motorizzazioni ibride permette ai costruttori cinesi di non dipendere esclusivamente da un segmento, quello elettrico, ancora soggetto a incertezze normative e infrastrutturali in molti paesi europei.
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