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Crisi auto, parla Elkann: “Europa interventi insufficienti”

Il presidente di Stellantis critica il Piano d’Azione dell’UE per l’auto e sottolinea l’insufficienza dei fondi. Ecco cosa ha detto.
Il Piano d’Azione presentato dalla Commissione Europea per rilanciare l’industria automobilistica non ha convinto i rappresentanti dei maggiori costruttori, tra cui John Elkann, presidente di Stellantis. Durante un’audizione informale, Elkann ha criticato la proposta di 1,8 miliardi di euro per la produzione di batterie, considerandola insufficiente rispetto al divario con la Cina. La sua opinione si allinea a quella di Mario Draghi, che ha sottolineato come il settore automobilistico europeo sia in una fase critica, sotto la pressione degli obiettivi normativi sul CO2 e della crescente competitivitĂ globale.
L’elettrificazione e le politiche europee
Elkann ha ribadito l’importanza dell’elettrificazione come strumento per la decarbonizzazione, ma ha anche evidenziato la necessitĂ di adottare una gamma di tecnologie a basse e zero emissioni per rispettare gli obiettivi climatici del 2035. Ha inoltre criticato la politica climatica dell’Europa, definendo il settore un esempio di mancanza di pianificazione, in cui si impongono rigide normative senza le necessarie condizioni industriali a supporto.
Multe e incertezze sul futuro
Un altro tema affrontato da Elkann riguarda le multe per il superamento dei limiti alle emissioni. Il presidente di Stellantis ha descritto gli interventi annunciati dalla Commissione Europea come soluzioni a breve termine, che non offrono certezze sufficienti al mercato. Elkann ha inoltre sottolineato come la politica industriale degli Stati Uniti e della Cina stia orientando il futuro dell’auto verso interessi nazionali, auspicando che anche l’Europa definisca un quadro chiaro per il settore.
Stellantis e l’Italia: investimenti e impegni
Elkann ha ricordato l’impegno di Stellantis per l’Italia, annunciando investimenti per 2 miliardi di euro entro il 2025 e l’acquisto di 6 miliardi da fornitori italiani. Ha illustrato i progetti per gli impianti italiani, tra cui la produzione di nuovi modelli e motorizzazioni, con l’obiettivo di aumentare la flessibilitĂ degli stabilimenti. Tuttavia, ha evitato di entrare nei dettagli sul rilancio di Maserati e sulla gigafactory in Molise.

Il futuro del settore auto e l’industria bellica
Infine, Elkann ha escluso la possibilitĂ di una conversione dell’industria dell’auto in produzione bellica, sostenendo che il futuro dell’auto dipenderĂ dalla politica industriale europea e dalle risorse destinate al settore. Ha anche accennato ai dazi e alle politiche protezionistiche degli Stati Uniti, che potrebbero influenzare negativamente le produzioni in Italia e in Europa.
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