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Carburanti, scatta il taglio delle accise: 20 giorni di tregua per gli automobilisti

Il decreto del governo italiano taglia le accise di 25 centesimi al litro per frenare i rincari legati alla guerra in Medio Oriente.
Chi si ferma oggi a un distributore italiano troverà prezzi sensibilmente più bassi rispetto alle ultime settimane. Il decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 marzo 2026 è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione, portando un taglio immediato di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio.
Secondo le stime del Codacons, l’effetto combinato con la riduzione dell’IVA sulle accise si traduce in un calo reale di 0,305 euro al litro alla pompa, pari a un risparmio di circa 15,20 euro su un pieno da 50 litri. La misura, valida per 20 giorni, è stata già adottata nel 2022 dal governo Draghi e ora torna come risposta all’escalation dei prezzi innescata dal conflitto tra Stati Uniti e Iran.
I prezzi alla pompa e il rischio petrolio a 130 dollari
Il gasolio aveva raggiunto una media di 2,103 euro al litro nelle ultime tre settimane: con il decreto, la quotazione attesa scende a circa 1,798 euro al litro, un livello prossimo a quello precedente allo scoppio delle ostilità. Sul GPL lo sconto applicato è di 12 centesimi al litro.
L’incognita principale riguarda però l’andamento del mercato petrolifero globale: gli attacchi agli impianti iraniani potrebbero spingere il prezzo del greggio fino a 130 dollari al barile, un livello capace di annullare in pochi giorni i benefici del provvedimento. Per questo il governo ha già dichiarato la propria disponibilità a prorogare le misure qualora il conflitto dovesse prolungarsi oltre le previsioni.

Autotrasportatori e pescatori: i crediti d’imposta del decreto
Accanto al taglio diretto sulle accise, il pacchetto contiene misure settoriali. Gli autotrasportatori che utilizzano veicoli Euro 5 o superiori potranno beneficiare di un credito d’imposta del 28% sulla spesa per gasolio sostenuta nel trimestre. Per il settore della pesca, il credito scende al 20% e copre i tre mesi da marzo a maggio.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha commentato: “Il Governo dà un sostegno concreto al settore ittico italiano, con il credito di imposta del 20% per l’acquisto dei carburanti. A partire da oggi le nostre marinerie, i nostri pescatori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a far lavorare le imbarcazioni. È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese ittiche sia sui cittadini che potranno continuare a scegliere cibo di qualità senza ulteriori aumenti derivanti dall’aumento dei costi di produzione sopportati dai pescatori”. A chiudere il quadro, il rafforzamento dei controlli anti-rincari demandati al Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come “Mister Prezzi”, presso il ministero delle Imprese.
Come è nato il decreto e cosa era stato scartato
La premier Giorgia Meloni ha riunito il Consiglio dei Ministri in sessione serale, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, prima di informare il presidente della Repubblica dell’imminente provvedimento.
Nei giorni precedenti erano state valutate soluzioni diverse: l’introduzione di accise mobili, elaborate congiuntamente da Mef, Mase e Palazzo Chigi, e un bonus carburanti riservato alle famiglie con redditi bassi in base all’Isee, da abbinare ai beneficiari della social card, con un’estensione alle imprese in difficoltà. Entrambe le ipotesi sono state scartate a favore di un intervento universale, capace di produrre un effetto immediato e più ampio sull’intera platea di automobilisti e operatori economici.
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