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Carburanti alle stelle: la guerra in Iran continua a far schizzare i prezzi

Benzina e gasolio ai massimi storici: la guerra in Medio Oriente spinge i prezzi del carburante oltre le soglie di guardia.
Il portafoglio degli automobilisti italiani subisce una pressione crescente, alimentata dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. La benzina verde ha valicato con decisione la soglia di 1,7 euro al litro al self-service, un livello che non si registrava dalla prima settimana di dicembre, mentre il gasolio si è portato oltre 1,8 euro, quota assente dal mercato da due anni interi. Le rilevazioni di Staffetta Quotidiana documentano una fase di accelerazione sostenuta, con le compagnie petrolifere che non arrestano la corsa ai rincari e le medie nazionali in risalita su tutti i tipi di carburante, inclusi quelli alternativi.
Compagnie all’attacco: i nuovi listini e le medie nazionali
Nelle ultime ore, i principali operatori del settore hanno comunicato nuove variazioni al rialzo. Q8 ha portato la benzina su di due centesimi e il gasolio di sette, mentre Tamoil ha optato per tre centesimi in più sulla verde e dieci sul diesel. Il riflesso sulle medie nazionali, elaborate su un campione di circa 20 mila distributori, è immediato.
Facendo il punto della situazione: al fai-da-te la verde quota 1,724 euro al litro, il gasolio 1,815 euro. Scegliendo invece il servito, si pagano 1,859 euro per la benzina, 1,945 euro per il diesel, 0,694 euro per il Gpl, 1,423 euro/kg per il metano e 1,228 euro/kg per il Gnl. Chi si rifornisce presso le pompe bianche spende meno: 1,705 euro contro 1,733 euro per la benzina fai-da-te delle compagnie, e 1,783 euro rispetto a 1,831 euro per il gasolio.

Caselli e autostrade: dove i prezzi toccano il limite
Chi percorre la rete autostradale si trova di fronte a un panorama ancora più gravoso. Le medie lungo le autostrade collocano la benzina a 1,816 euro al litro al self-service e a 2,072 euro al servito; il gasolio sale rispettivamente a 1,903 e 2,157 euro. Valori già elevati, ma che nascondono punte decisamente più alte.
Il Codacons ha portato alla luce casi di prezzi estremi su tratte specifiche. Sulla A21 Torino-Piacenza il gasolio erogato al servito ha raggiunto 2,519 euro al litro, mentre la benzina si è fermata a 2,389 euro. Sulla A4 Milano-Brescia il diesel è arrivato a 2,464 euro, la verde a 2,329 euro. Su otto impianti lungo A1, A11-A12, A12, A14 e A21, il gasolio ha sfiorato i 2,449 euro. Anche al fai-da-te i dati preoccupano: A5 con 2,133 euro, A14 con 2,109 euro, A23 con 2,079 euro.
L’allarme dei consumatori e la pressione sul governo
L’associazione ha diffuso un monito preciso: “Pur non trattandosi di prezzi medi, i listini praticati da diversi distributori lungo la rete autostradale hanno raggiunto livelli che non si vedevano da tempo, una crescita che desta forti preoccupazioni perché, come sanno bene gli automobilisti, a un repentino incremento dei prezzi alla pompa non corrisponde mai un’altrettanto veloce diminuzione in caso di deprezzamento del petrolio. Un andamento ancor più pericoloso per le tasche degli italiani se si considera l’avvicinarsi del periodo di Pasqua, quando aumenteranno gli spostamenti in auto dei cittadini”.
La questione non riguarda solo i privati: le autostrade sono arterie fondamentali per la circolazione delle merci, e qualsiasi aumento dei costi energetici si traduce inevitabilmente in rincari a cascata sull’intera catena economica. Cresce così la pressione affinché il governo attivi la clausola di sterilizzazione delle accise, introdotta dalla legge di bilancio del 2008, uno strumento che potrebbe arginare la spirale dei prezzi e rispondere alla diffusa percezione di manovre ingiustificate ai danni dei consumatori.
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