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Caos autovelox, scatta lo stop: migliaia di multe da annullare e Comuni nel panico

Scatta il giro di vite sugli autovelox non censiti: dispositivi spenti e multe annullate per migliaia di automobilisti italiani.
Il 28 novembre ha segnato la scadenza per il censimento degli autovelox in Italia. Comuni, enti locali e forze dell’ordine avevano 60 giorni per comunicare i dati dei dispositivi di rilevazione della velocità attraverso la piattaforma del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I velox non registrati devono ora essere spenti, mentre le multe elevate da questi apparecchi risultano automaticamente nulle.
La situazione si complica per le amministrazioni locali, che rischiano un calo drastico degli introiti, e per gli automobilisti, che potrebbero presentare ricorsi in massa. Il nodo più critico rimane quello delle omologazioni mancanti: quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili non risulta omologato, una situazione che si trascina da 20 mesi e che minaccia la validità di milioni di verbali.
La piattaforma ministeriale e l’obbligo di comunicazione
Il decreto ministeriale 367 del 29 settembre ha reso operativa la piattaforma telematica attraverso cui gli enti dovevano comunicare posizione, modello, conformità e omologazione degli autovelox. Il Ministero ha stabilito regole precise: senza comunicazione nei 60 giorni previsti, il dispositivo non può essere utilizzato per rilevare infrazioni. Sul sito del Mit è disponibile l’elenco ufficiale dei velox censiti, consultabile pubblicamente.

Chi non ha rispettato l’obbligo deve disattivare gli apparecchi immediatamente. Il Codacons ha ricordato che ogni multa elevata da un dispositivo assente dall’elenco è da considerarsi nulla, aprendo la strada a una possibile ondata di ricorsi da parte degli automobilisti sanzionati.
Il caos delle omologazioni e la sentenza della Cassazione
Il problema più grave riguarda le omologazioni mancanti. Da aprile 2024, quando la Cassazione ha stabilito che le multe elevate con autovelox “approvati ma non omologati” sono nulle, il sistema è entrato in una fase di incertezza. I dati attuali mostrano che quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili non risulta omologato secondo i criteri stabiliti. Molti dispositivi sono stati approvati prima del 2017, anno considerato spartiacque per la validità normativa.
Questa situazione crea un precedente pericoloso per le amministrazioni: milioni di verbali rischiano di essere contestati e annullati, con conseguenze economiche significative per gli enti locali che contavano su quegli introiti per finanziare interventi sulla sicurezza stradale e altre attività. Il fronte legale si preannuncia complesso, mentre il dibattito sulla corretta gestione dei controlli stradali e sulla tutela degli automobilisti si fa sempre più acceso.
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