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BYD punta sulle eccellenze italiane: 85 aziende nel mirino del colosso cinese

BYD seleziona 85 aziende italiane per la sua espansione europea, ma i costi energetici rischiano di compromettere la competitività dei fornitori del torinese.
Il colosso automobilistico cinese BYD ha individuato 85 aziende italiane da inserire nella propria catena di fornitura per supportare l’espansione produttiva in Europa. Le realtà selezionate si concentrano principalmente nell’area torinese e vantano una lunga collaborazione con FIAT e Stellantis, specializzate nella produzione di componenti chiave per il settore automotive.
La scelta arriva in un momento critico per l’industria automobilistica italiana, con gli stabilimenti di Stellantis in continua contrazione produttiva. Per molte di queste aziende, entrare nella rete di fornitori di BYD potrebbe rivelarsi una opportunità strategica fondamentale per compensare il calo delle commesse tradizionali.
La strategia di BYD per il mercato europeo
L’iniziativa di BYD fa parte di un progetto di ricerca avviato diversi mesi fa, culminato in una serie di incontri tenutosi a Torino alla fine di febbraio. Gli incontri hanno registrato una partecipazione superiore alle previsioni, dimostrando l’interesse delle imprese italiane verso nuove opportunità di business.
La casa automobilistica cinese sta costruendo una presenza sempre più solida nel Vecchio Continente, con l’apertura imminente della fabbrica in Ungheria e l’avvio previsto per il prossimo anno dell’impianto in Turchia. Il primo modello destinato alla produzione europea sarà la BYD Dolphin Surf, che uscirà dagli stabilimenti del continente.

Il nodo dei costi energetici
Alfredo Altavilla, special advisor per il mercato europeo di BYD, ha riconosciuto l’elevata qualità e competenza delle aziende italiane selezionate, ma ha posto l’accento su una criticità rilevante. “I miei colleghi cinesi sono rimasti impressionati dalle capacità della filiera, anche se i costi dell’energia rendono queste bellissime imprese meno competitive di altre”, ha dichiarato. Il problema del costo dell’energia in Italia non costituisce una novità e ha già causato in passato la perdita di potenziali investimenti internazionali.
I prezzi energetici elevati rendono la produzione nel nostro Paese più onerosa rispetto ad altri mercati europei, penalizzando la competitività delle imprese italiane anche quando possiedono capacità tecniche di primo livello. La questione energetica rischia quindi di rappresentare un ostacolo concreto per la piena integrazione dei fornitori italiani nella catena di valore di BYD, nonostante le competenze riconosciute.
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