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BYD ha deciso: ecco cosa produrrà nelle fabbriche europee

La nuova BYD Seal U DM-i

Con investimenti di 5 miliardi di euro, l’azienda cinese si prepara a invadere il mercato europeo con veicoli innovativi e a basse emissioni.

Nel 2025, BYD ha deciso di rivedere la propria strategia produttiva in Europa, un cambiamento che riflette le evoluzioni del mercato e i nuovi scenari competitivi. Gli stabilimenti di Szeged (Ungheria) e Smirne (Turchia), entrambi in fase di costruzione, non produrranno solo auto elettriche, ma anche vetture ibride plug-in. Questo adattamento strategico arriva dopo il rallentamento delle vendite delle auto totalmente elettriche e il crescente successo delle motorizzazioni ibride, un fattore che ha spinto l’azienda a modificare i piani iniziali. Inizialmente, infatti, la produzione nei nuovi impianti era prevista esclusivamente per le vetture a batteria, ma l’azienda ha scelto di diversificare la produzione per meglio rispondere alle richieste di mercato.

Un investimento di 5 miliardi di euro per la crescita europea

BYD ha messo in atto un investimento significativo di 5 miliardi di euro per i suoi impianti in Ungheria e Turchia, con il primo che dovrebbe entrare in funzione entro ottobre 2025. La fabbrica ungherese, situata a Szeged, avrà una capacità produttiva annua di 150.000 veicoli, un numero che può essere raddoppiato se necessario, mentre l’impianto turco di Smirne inizierà la produzione nel 2026. Entrambi gli stabilimenti produrranno veicoli sia elettrici che ibridi plug-in, e la strategia di BYD mira a rispondere alla crescente domanda di PHEV (veicoli ibridi plug-in), che hanno rappresentato una fetta importante delle vendite nei primi mesi del 2025. Questo cambio di focus è stato in gran parte determinato dal successo delle PHEV, che hanno contribuito a un quadruplicamento delle vendite in Europa nei primi tre mesi dell’anno, portando il peso delle PHEV al 38% dei volumi di vendita totali di BYD, un aumento significativo rispetto al trimestre precedente.

La Turchia come hub strategico per l’industria europea

L’impianto turco non sarà solo un centro di produzione, ma comprenderà anche un centro di ricerca e sviluppo per le tecnologie legate alla mobilità sostenibile. Questo progetto prevede la creazione di circa 5.000 posti di lavoro diretti e beneficia di un supporto significativo da parte delle autorità turche, che hanno concesso gratuitamente i terreni per ospitare le strutture industriali. Inoltre, l’accordo con la Turchia consente a BYD di sfruttare l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e la Turchia, permettendo al produttore cinese di evitare i dazi sulle auto elettriche che potrebbero essere applicati ai veicoli provenienti dalla Cina.

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Apertura ad una filiera italiana e sinergia con le aziende locali

Nel frattempo, BYD ha avviato una serie di incontri con produttori di componentistica italiana, cercando nuovi fornitori per i suoi impianti europei. L’incontro organizzato a Torino ha attirato un numero elevato di aziende italiane, con 380 aziende partecipanti e oltre 500 persone coinvolte, un segno tangibile dell’interesse da parte dell’industria italiana per la collaborazione con il colosso cinese. Durante l’evento, sono stati discussi i potenziali contributi delle aziende italiane alla produzione dei veicoli BYD in Europa, in particolare per gli impianti ungheresi.

I benefici per l’industria italiana

I rappresentanti di ANFIA e altri esponenti dell’industria hanno sottolineato l’importanza di questa collaborazione per l’industria italiana. Roberto Vavassori, presidente di ANFIA, ha evidenziato le opportunità che la componente industriale italiana ha di inserirsi nelle dinamiche di un mercato sempre più focalizzato sulla decarbonizzazione della mobilità, sulla digitalizzazione e sul consolidamento delle alleanze industriali internazionali. Alfredo Altavilla, special advisor di BYD per l’Europa, ha parlato della crescente importanza dell’Italia nella strategia di espansione del gruppo cinese, visto che le aziende italiane, con il loro know-how, sono perfettamente in grado di affrontare la transizione tecnologica in corso.

Nuova BYD Seal U DM-i, vista interni
Gli interni della nuova BYD Seal U DM-i – mondo-motori.it

L’industria europea in evoluzione

Il progetto di BYD in Europa non si limita a sviluppare nuove linee di produzione, ma si inserisce in un contesto di evoluzione dell’intero settore automobilistico europeo. L’azienda cinese sta cercando di diventare un player di riferimento sul mercato, producendo veicoli elettrici in Europa, destinati a essere venduti direttamente sul mercato europeo. Con una strategia ben pianificata e un ampio sostegno industriale, BYD si sta preparando a sfidare i principali produttori di automobili in Europa, portando innovazione e aumentando le possibilità di investimenti in Europa.

Con il cambiamento della strategia produttiva, l’espansione delle proprie capacità e il rafforzamento delle alleanze con i fornitori locali, BYD affronta la sfida di conquistarsi una crescente presenza nel mercato europeo. Un compito non facile, nonostante gli investimenti cospicui e il sostegno del governo cinese, vista la concorrenza. Affidabilità e assistenza, saranno questi gli assi cardini sui quali si giocherà la possibilità o meno per BYD di guadagnare una corposa quota di mercato nel Vecchio Continente.


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Riproduzione riservata © - MM

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