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Autostrade più lente? Pronta la stretta dell’Europa, limite a 120 km/h

Già nel 1973 l’Italia abbassò i limiti autostradali: oggi la Commissione europea chiede di ripetere la misura per fronteggiare la crisi energetica.
L’Italia conosce bene questa strada. Durante la crisi petrolifera del 1973, il paese portò il limite autostradale a 120 km/h e quello sulle strade ordinarie a 100 km/h, una scelta condivisa all’epoca da Svizzera, Francia e Stati Uniti. Più di recente, nel 2011, fu la Spagna ad adottare la stessa misura dopo le rivolte in Libia. Oggi, con il conflitto in Medio Oriente che mette sotto pressione i mercati energetici globali, lo scenario si ripropone: la Commissione Europea ha raccomandato ai 27 Stati Membri di ridurre i limiti di velocità in autostrada di 10 km/h.
Hormuz, accise e il rischio di un’Europa a corto di carburante
Il punto critico è la chiusura dello stretto di Hormuz, corridoio vitale per il trasporto del petrolio mondiale. Se il blocco dovesse protrarsi, i prezzi alla pompa potrebbero risalire bruscamente, con il rischio concreto di carenza di approvvigionamenti in alcuni paesi europei già nel breve periodo.
Il governo italiano ha rinnovato il taglio delle accise sui carburanti oltre il 7 aprile, una misura tampone che per ora frena le impennate dei listini. Ma senza una soluzione al conflitto, questo margine di sicurezza potrebbe non bastare, rendendo più probabile l’adozione di misure strutturali come quella sulla velocità.

La raccomandazione di Bruxelles e il parere dell’AIE
Il commissario europeo per l’Energia Dan Jørgensen ha spiegato la posizione di Bruxelles in una lettera ufficiale: “La sicurezza degli approvvigionamenti dell’Unione europea resta garantita. Ma dobbiamo essere preparati a una potenziale interruzione prolungata del commercio internazionale di energia”. Un messaggio che invita alla prudenza senza dichiarare un’emergenza immediata.
A supportare l’efficacia del provvedimento è l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), che considera la riduzione della velocità una delle leve più efficaci per tagliare i consumi di benzina e gasolio. La logica è semplice: a velocità ridotte i veicoli consumano meno, con un beneficio diretto sul portafoglio degli automobilisti. Un calo di 10 km/h, peraltro, inciderebbe in modo marginale sui tempi di percorrenza, rendendo la misura relativamente poco invasiva nella quotidianità.
Cosa cambierebbe concretamente per chi guida in Italia
Se la raccomandazione dovesse trasformarsi in obbligo, per gli automobilisti italiani il cambiamento sarebbe circoscritto ma immediato: il tetto massimo in autostrada scenderebbe dagli attuali 130 km/h a 120 km/h. Per ora si tratta di un consiglio, non di una norma vincolante, e la decisione finale spetta ai singoli governi nazionali.
La misura, in ogni caso, non nasce dal nulla. I precedenti storici dimostrano come la riduzione dei limiti autostradali in risposta a crisi energetiche non sia un’eccezione, ma uno strumento già collaudato. La vera variabile, oggi come allora, è la durata del conflitto e la capacità dei mercati di assorbire lo shock senza conseguenze peggiori.
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