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Addio Start and Stop: Trump smantella 15 anni di normative green

Trump cancella gli standard sulle emissioni: l’industria dell’auto USA entra in una nuova era di deregolamentazione che potrebbe costare cara sul piano ambientale.
Il presidente Donald Trump ha deciso di eliminare le regole federali che obbligavano case automobilistiche e produttori di camion a rispettare limiti precisi sulle emissioni inquinanti. La Casa Bianca ha cancellato anche il principio per cui i gas serra danneggiano la salute delle persone. Si tratta di normative introdotte nel 2009 sotto Barack Obama, ora completamente smantellate. I trasporti e la produzione energetica generano ciascuno circa il 25% delle emissioni totali di gas serra americane, rendendo il settore automotive cruciale in questa partita.
Addio ai controlli: spariscono anche le tecnologie per ridurre i consumi
Durante la presentazione ufficiale erano presenti Lee Zeldin, alla guida dell’EPA, e Russ Vought, responsabile del bilancio federale e figura centrale del “Project 2025”, il piano che mira a ridurre drasticamente i vincoli ambientali. Trump ha bollato le vecchie regole come un “disastro” per le aziende e un peso economico per chi acquista veicoli.
Senza più l’obbligo di misurare e certificare le emissioni, tecnologie come lo Start&Stop perdono la loro ragion d’essere. Questi sistemi erano stati progettati proprio per abbassare consumi e inquinamento durante i test di omologazione. La tempistica della decisione alimenta le polemiche: nelle ultime settimane il Paese ha subito fenomeni meteo violenti, tra tempeste di neve e inondazioni, intensificando lo scontro tra chi sostiene la liberalizzazione e chi teme danni irreversibili.

Quanto costerà davvero questa scelta?
La precedente amministrazione aveva calcolato vantaggi concreti per i cittadini: minori costi di gestione dei veicoli e consumi ridotti grazie a cicli di omologazione rigorosi. L’obiettivo era ambizioso: tagliare del 50% le emissioni entro il 2032 rispetto alle stime del 2027, spingendo la presenza di auto elettriche fino al 56% del mercato. I benefici annui stimati toccavano decine di miliardi di dollari tra risparmio di carburante e manutenzione.
La visione del presidente ribalta questa logica: secondo i suoi calcoli, eliminare le regole farà risparmiare ai contribuenti circa mille miliardi di dollari. Le associazioni ambientaliste rispondono con numeri diversi: più inquinamento significa disastri naturali più frequenti, costi assicurativi crescenti e spese maggiori per riparare le infrastrutture danneggiate. Il vero bilancio economico potrebbe presentarsi solo negli anni a venire.
I costruttori restano in silenzio mentre guardano ai miliardi già investiti
Le case automobilistiche non hanno ancora preso posizione pubblica. La cautela si spiega facilmente: molti gruppi hanno già destinato investimenti miliardari allo sviluppo di piattaforme completamente elettriche. Ford, ad esempio, sta lavorando su nuove architetture specifiche per i veicoli a batteria e non può facilmente cambiare direzione.
Questa deregolamentazione arriva dopo l’abbandono dell’Accordo di Parigi e lo stop ai sussidi federali per l’acquisto di auto elettriche. Gli ambientalisti si preparano a ricorrere in tribunale, sperando che la legge federale sulla qualità dell’aria possa ancora fungere da argine contro l’aumento delle emissioni. La domanda rimane aperta: il mercato globale e gli investimenti già avviati riusciranno a contenere questa inversione di rotta, oppure il 2026 segnerà davvero l’inizio di un’era senza regole per il settore automobilistico statunitense?
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