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Addio alle app anti-autovelox? In Europa stanno diventando illegali

Milioni di automobilisti europei rischiano di perdere l’accesso alle piattaforme digitali che avvisano della presenza di controlli elettronici della velocità.
Il futuro delle piattaforme digitali che informano sulla localizzazione dei controlli elettronici della velocità appare sempre più incerto nel continente europeo. Mentre diversi Stati hanno già introdotto normative severe, la Germania sta valutando un cambio radicale di approccio: non più solo sanzioni per chi utilizza questi strumenti alla guida, ma un divieto assoluto che comprenda anche il possesso.
Pressione dei Länder tedeschi per norme più incisive
I Länder tedeschi considerano insufficiente l’attuale quadro normativo. La legislazione vigente punisce con 75 euro e un punto sulla patente chi viene sorpreso a utilizzare servizi come Blitzer.de o dispositivi hardware quali Ooono durante la conduzione del veicolo. La sanzione colpisce anche i passeggeri.
Il problema principale? Le autorità possono intervenire esclusivamente quando scoprono il software in funzione durante un fermo, situazione facilmente evitabile disattivando rapidamente lo schermo. Il Consiglio federale propone quindi di considerare illegale la semplice presenza di questi programmi sul telefono, indipendentemente dall’uso effettivo. La proposta mira anche a bloccare le campagne pubblicitarie di questi servizi, accusate di incoraggiare comportamenti scorretti con messaggi che promettono di proteggere la patente. Blitzer.de ha già introdotto una funzione che camuffa l’applicazione mostrando un orologio o un’immagine personalizzata, complicando ulteriormente i controlli delle forze dell’ordine.

Il portavoce del ministro dei Trasporti Patrick Schnieder ha respinto la richiesta di modifiche legislative drastiche, sostenendo che la responsabilità dell’applicazione spetta ai territori e che l’obiettivo primario resta la prevenzione degli incidenti.
Francia e Belgio: modelli di rigore estremo
L’ispirazione per l’inasprimento tedesco arriva da Paesi limitrofi dove le regole sono già estremamente rigide. In Francia vige un divieto completo non solo dell’utilizzo ma anche del possesso di qualsiasi strumento che segnali la posizione dei radar. Chi viola questa norma affronta multe che possono raggiungere 1.500 euro, oltre al sequestro del dispositivo e, in circostanze particolari, dell’automobile stessa.
Questa severità ha costretto i fornitori di sistemi di navigazione come Waze e TomTom a riprogettare le loro funzionalità: sul territorio francese non vengono più indicate le coordinate precise dei controlli, ma solo generiche “zone di pericolo” che coprono aree più ampie. Il Belgio applica misure altrettanto drastiche, con le infrazioni più serie che possono comportare la reclusione. La tendenza continentale dimostra una volontà comune di eliminare completamente gli strumenti considerati facilitatori dell’elusione delle norme sulla velocità.
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