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Accise sui carburanti, la rivoluzione è alle porte: da gennaio cambia tutto

Una riforma fiscale sui carburanti introduce modifiche significative alle accise, con conseguenze dirette sul portafoglio di chi guida ogni giorno.
La manovra finanziaria 2026 porta con sé una rivoluzione silenziosa ma significativa per gli automobilisti italiani. L’allineamento delle accise sui carburanti modificherà gli equilibri consolidati da decenni tra benzina e gasolio, con quest’ultimo destinato a diventare il carburante più costoso alla pompa.
La misura, che entrerà in vigore dal primo gennaio, prevede una riduzione di 4,05 centesimi per litro sull’imposta della benzina e un corrispondente aumento sul diesel, fino a raggiungere lo stesso livello di 672,90 euro ogni mille litri per entrambi i prodotti.
Il nuovo scenario dei prezzi alla pompa
Partendo dalle rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dell’8 dicembre, che registravano 1,718 euro al litro per la benzina e 1,684 euro per il gasolio, il quadro si ribalta completamente. Con l’applicazione della nuova accisa e mantenendo invariati sia il prezzo della materia prima che i margini della filiera petrolifera, la benzina scenderebbe a 1,669 euro al litro, mentre il gasolio salirebbe a 1,733 euro al litro. Il sorpasso sarebbe quindi di oltre 6 centesimi, invertendo una consuetudine che ha sempre visto il diesel come l’opzione più economica per fare rifornimento.

L’impatto concreto sul portafoglio degli automobilisti
Le conseguenze pratiche di questa rimodulazione si traducono in cifre tangibili per chi guida. Considerando una vettura del segmento C dotata di un serbatoio da 40 litri, il costo medio del pieno subirà variazioni opposte a seconda del carburante utilizzato.
Chi sceglie la benzina vedrà diminuire la spesa da 68,72 a 66,76 euro, con un risparmio di quasi 2 euro a rifornimento. Al contrario, i possessori di auto diesel dovranno mettere in conto un aumento da 67,36 a 69,32 euro, con un aggravio di circa 2 euro che, su base annua e con rifornimenti frequenti, può rappresentare una voce di spesa significativa.
Le possibili strategie della filiera petrolifera
Non è escluso che produttori e distributori decidano di intervenire per attenuare l’impatto di questa novità normativa. Gli operatori del settore dispongono attualmente di margini più elevati sul gasolio rispetto alla benzina, e potrebbero utilizzare questo spazio per ridurre il divario di prezzo, almeno nelle fasi iniziali dell’applicazione della nuova accisa.
Gianni Murano, presidente dell’Unem (ex Unione Petrolifera), ha dichiarato che l’allineamento delle imposte renderà il gasolio più caro di soli 3 centesimi rispetto alla benzina, una differenza inferiore alle previsioni basate sui prezzi attuali. Resta da verificare se questa strategia di contenimento dei prezzi si concretizzerà effettivamente e per quanto tempo potrà essere sostenuta dalla filiera.
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