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10 borghi italiani, perfetti per il weekend, da scoprire in auto elettrica

Dal Lago di Garda alla Sardegna: 10 borghi italiani da scoprire in auto elettrica questo weekend, spendendo fino al 40% in meno.
Con i voli sempre più cari e la voglia di rallentare, il weekend fuori porta in auto sta tornando protagonista. E se il mezzo è elettrico, i vantaggi si moltiplicano: una rete di oltre 73.000 punti di ricarica pubblici distribuiti su tutto il territorio nazionale rende oggi raggiungibili anche borghi e mete naturalistiche lontane dai grandi assi autostradali. Senza contare che percorrere circa 300 km in elettrico può costare intorno ai 22 euro con un abbonamento dedicato, contro i 28-47 euro di un pieno tradizionale.
Dieci mete perfette per un weekend in elettrico
La selezione copre l’Italia da nord a sud, privilegiando luoghi di grande fascino e ottima copertura di ricarica rapida nelle vicinanze.
Torri del Benaco e Malcesine (Lago di Garda), tra borghi medievali e panorami sul lago. Lovere (Lago d’Iseo), più raccolta e meno turistica della vicina Iseo. Rosazza (Biellese), piccolo gioiello liberty incastonato tra le montagne. Asolo (Veneto), definita “la città dai cento orizzonti” per i suoi belvedere mozzafiato.
Scendendo verso il centro, Brisighella (Romagna) offre il celebre vicolo coperto medievale e le terme, mentre Collodi (Toscana) è nota per i giardini di Villa Garzoni e il Parco di Pinocchio. Urbino (Marche) è patrimonio UNESCO e scrigno del Rinascimento italiano. Chiudono la lista Avigliano (Piemonte), porta del Parco Naturale dei Laghi di Avigliana, e Sant’Antioco (Sardegna), isola collegata alla terraferma sarda da un istmo percorribile in auto.

Perché l’elettrico cambia il modo di viaggiare
Il risparmio economico è concreto: su base stagionale, chi usa l’elettrico per i viaggi del weekend può ridurre i costi di trasporto fino al 40% rispetto a benzina e diesel. Ma il vantaggio non è solo monetario.
La capillarità della rete di ricarica sta aprendo destinazioni che fino a pochi anni fa risultavano scomode da raggiungere in elettrico, borghi dell’entroterra, isole, aree montane. Un cambiamento che si sposa bene con la tendenza al turismo lento, fatto di percorsi meno battuti, ritmi più distesi e un impatto ambientale ridotto rispetto ai viaggi in aereo.
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