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Perché non bisogna fare rifornimento mentre il camion cisterna è al distributore

Rifornirsi mentre il camion scarica il carburante nel serbatoio interrato può provocare danni, con costi di riparazione molto elevati.
Entrare in una stazione di servizio e trovare il camion-cisterna in fase di scarico è una situazione che molti automobilisti ignorano, convinti che non comporti alcun rischio reale. In realtà, fare rifornimento in quel preciso momento può causare danni seri al motore, con conseguenze economiche significative. Il problema non riguarda la qualità del carburante in senso assoluto, ma ciò che accade fisicamente all’interno dei serbatoi interrati durante le operazioni di travaso.
Il problema dei sedimenti nelle cisterne delle stazioni di servizio
I serbatoi sotterranei dei distributori sono grandi contenitori in cui, nel corso degli anni, si accumulano inevitabilmente impurità di vario tipo: residui ferrosi provenienti dall’ossidazione delle pareti, tracce di acqua per condensazione e microparticelle trasportate lungo la filiera distributiva. In condizioni normali, queste sostanze restano depositate sul fondo della cisterna, ben al di sotto del punto di aspirazione della pompa.
La situazione cambia radicalmente nel momento in cui arriva il camion. Il carburante entra nei serbatoi con pressione molto elevata, generando un flusso turbolento capace di rimescolare tutto il materiale depositato. Il risultato è una miscela torbida in cui i micro-detriti restano in sospensione per diversi minuti.

Cosa rischia concretamente il motore della tua auto
Se si effettua il rifornimento mentre i sedimenti sono ancora in sospensione, la pompa del distributore li trasferisce direttamente nel serbatoio del veicolo. Da lì, raggiungono l’intero circuito di alimentazione con effetti potenzialmente gravi.
Il primo organo a subire le conseguenze è il filtro del carburante, che si ostruisce molto prima della normale scadenza. Nei motori più moderni, in particolare i Diesel Common Rail, il rischio maggiore riguarda gli iniettori: questi componenti lavorano con tolleranze micrometriche e anche una minima particella di sporco può comprometterne il funzionamento, con costi di sostituzione molto elevati. Sul piano delle prestazioni, un circuito contaminato provoca sussulti, vuoti di potenza e difficoltà di avviamento.
Le indicazioni degli esperti per evitare il problema
La precauzione più efficace è attendere almeno 15-20 minuti dopo che la cisterna ha completato lo scarico, un tempo sufficiente a permettere ai sedimenti di ridepositarsi sul fondo. Spesso sono gli stessi gestori a bloccare le pompe durante il travaso, ma non si tratta di una prassi obbligatoria: se le erogatori risultano attivi, la decisione finale spetta all’automobilista.
Un ulteriore accorgimento riguarda le abitudini di guida quotidiane: viaggiare costantemente in riserva aumenta il rischio che la pompa del serbatoio di bordo aspiri i depositi interni accumulati nel tempo. Mantenere sempre un livello minimo di carburante riduce questa possibilità e contribuisce alla salute del sistema di alimentazione nel lungo periodo.
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