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Animali in auto: le regole che quasi nessuno conosce (e le multe salate)

Trasportare animali in auto: le regole del Codice della Strada, le sanzioni previste e i sistemi di sicurezza consigliati per viaggiare senza rischi.
Il periodo delle vacanze porta con sé un fenomeno ricorrente: milioni di italiani salgono in auto con cani e gatti, spesso senza sapere quali obblighi impone la legge. Viaggiare con un animale non è un dettaglio secondario. Un trasporto inadeguato espone a sanzioni economiche, aggrava le responsabilità in caso di sinistro e, dal punto di vista fisico, può avere conseguenze drammatiche per tutti gli occupanti del veicolo.
Le norme di legge e i limiti da rispettare
Il Codice della Strada affronta la questione all’articolo 169, che fissa una distinzione netta tra il trasporto di un singolo animale e quello di più esemplari. Nel primo caso, non esiste l’obbligo di un contenitore specifico, ma l’animale non deve interferire con la guida in alcun modo. Nella pratica, questo significa che un cane libero di raggiungere il conducente, i pedali o il volante è già fuori norma.
Quando a bordo ci sono più animali, la legge non lascia margini: è obbligatorio l’uso di gabbie o contenitori, oppure la separazione del vano posteriore tramite rete o altro dispositivo idoneo. “É consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore a uno, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo”. Le installazioni permanenti che modificano la struttura del veicolo richiedono l’autorizzazione della Motorizzazione civile.

Sanzioni, responsabilità penali e fisica degli urti
Chi non rispetta l’articolo 169 rischia una multa da 173 a 694 euro. Ma l’aspetto economico è spesso quello meno grave. In presenza di un incidente, il modo in cui l’animale era sistemato entra nella ricostruzione della dinamica: se la sistemazione inadeguata ha contribuito alla perdita di controllo, le responsabilità del conducente si aggravano, con ricadute sia civili che penali.
I numeri sulla fisica degli urti rendono chiara la posta in gioco: un esemplare di 20 chilogrammi, in una collisione a 50 km/h, genera una forza equivalente a quella di un corpo di centinaia di chili. L’animale può colpire gli occupanti o essere proiettato contro superfici rigide con esiti gravi per entrambi.
Trasportini, imbracature e soluzioni pratiche per ogni taglia
Per gatti e cani di piccola taglia il trasportino è lo strumento più efficace. Va dimensionato correttamente e fissato, non appoggiato liberamente. La posizione ideale è il pianale dietro i sedili anteriori o il bagagliaio, purché stabilizzato. Il sedile anteriore è la scelta peggiore: gli airbag non sono progettati per proteggere un animale e, in caso di attivazione, possono causare traumi anche a basse velocità.
Per i cani di taglia media e grande le imbracature omologate da agganciare alle cinture rappresentano un’opzione concreta, purché certificate e regolabili. Il collare da solo non offre protezione adeguata: in un impatto, concentra tutta la forza sul collo e sulla trachea. Le reti divisorie tra abitacolo e bagagliaio, comuni su station wagon e SUV, funzionano bene se omologate per uso stradale. Un animale stressato o surriscaldato si muove di più e distrae il conducente: soste regolari, acqua e, se necessario, farmaci specifici abbassano il rischio. Alcune polizze assicurative prevedono coperture per le spese veterinarie in caso di sinistro, una tutela aggiuntiva da valutare prima di partire.
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