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Alcolock, scatta l’obbligo: ecco chi lo deve installare in auto

Alcolock obbligatorio dal 24 febbraio: ecco cosa cambia per chi è stato condannato per guida in stato di ebbrezza.
Scatta oggi l’obbligo, introdotto dal nuovo Codice della Strada, di montare un alcolock per i conducenti già colpiti da sanzioni legate alla guida in stato di ebbrezza grave. Una misura concreta contro uno dei fenomeni più letali sulle strade italiane: l’alcol al volante continua a figurare tra le cause principali degli incidenti più seri, e il legislatore ha scelto di intervenire con uno strumento tecnologico che impedisce fisicamente l’avvio del veicolo.
Come funziona il blocco elettronico e chi è obbligato a installarlo
Prima di girare la chiave, il conducente deve eseguire un test del respiro direttamente sull’apparecchio: basta una concentrazione minima di alcol per bloccare l’accensione. Il dispositivo è integrato nel circuito elettrico dell’auto e non lascia margini: nessun valore positivo è tollerato.
La misura colpisce chi in passato è stato fermato con un tasso alcolemico oltre 1,5 g/l. A quella soglia, oltre alle conseguenze penali già vigenti e alla sospensione della patente, si aggiunge ora l’obbligo di tenere l’alcolock installato per tre anni consecutivi.

Un investimento obbligato da quasi 2.000 euro
Montare il dispositivo non è economicamente indolore. La spesa complessiva si attesta intorno ai 2.000 euro, voce che ingloba l’installazione tecnica, la procedura di omologazione, i controlli periodici di calibrazione e la manutenzione nel tempo. Non esiste alcun sussidio o rimborso: l’intero importo pesa sul conducente sanzionato.
A questa cifra si sommano già le pesanti ricadute giudiziarie e amministrative legate al superamento della soglia più grave di ebbrezza, rendendo il quadro complessivo particolarmente oneroso.
Le conseguenze per chi ignora o aggira la norma
Guidare senza aver installato l’alcolock quando prescritto comporta una multa salata, potenzialmente nell’ordine di migliaia di euro, più un nuovo stop alla patente. Nei casi di maggiore gravità, l’abilitazione può essere revocata in via definitiva.
Ancora più dure le conseguenze per chi cerca di manomettere o neutralizzare il dispositivo: la legge prevede sanzioni cumulative, un prolungamento automatico della sospensione e, in presenza delle condizioni stabilite dalla norma, la confisca del veicolo. Un sistema pensato per chiudere ogni possibile via d’uscita a chi volesse eludere l’obbligo.
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