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Il trucco per raffreddare l’auto in pochi secondi senza condizionatore

Il trucco della portiera per raffreddare l’abitacolo rovente in pochi secondi grazie alla dinamica dei fluidi spiegata da un’esperta.
Bastano pochi movimenti alla portiera per trasformare un abitacolo bollente in uno spazio respirabile, senza accendere il motore né attivare il climatizzatore. Il metodo, spiegato da Hannah Fry, scienziata e volto della BBC con un dottorato in dinamica dei fluidi, sfrutta un principio fisico semplice ma efficace.
La tecnica arriva in un momento utile, con le ondate di calore che rendono le auto parcheggiate all’aperto vere e proprie trappole termiche, dove il climatizzatore tradizionale richiede tempo e comporta costi aggiuntivi.
Il trucco delle portiere spiegato passo dopo passo
Il procedimento indicato da Fry non richiede strumenti né competenze tecniche. Il primo gesto consiste nell’abbassare completamente il finestrino posteriore sul lato opposto a quello del guidatore, lasciando così un varco per l’aria esterna.
Subito dopo ci si posiziona accanto alla portiera del conducente e la si apre e chiude con rapidità per due o tre volte consecutive. Il risultato, secondo la scienziata, rende l’abitacolo “piacevolmente temperato” in pochi istanti, un effetto che può sembrare curioso a chi osserva la scena dall’esterno ma che si basa su un meccanismo fisico ben preciso.
La spiegazione scientifica del flusso d’aria chiamato bulk flow
Il funzionamento del trucco si fonda su un principio della dinamica dei fluidi, la disciplina che studia il comportamento di liquidi e gas in movimento. Fry paragona la portiera a un pistone: il suo movimento verso l’esterno spazza via l’aria circostante e crea una zona di bassa pressione nella parte anteriore del veicolo.
Questa differenza di pressione produce il fenomeno noto come “bulk flow”, un flusso di massa capace di risucchiare l’aria calda e stagnante fuori dall’abitacolo. Nello stesso istante, grazie al finestrino posteriore aperto, l’aria esterna, più fresca rispetto ai 50 gradi interni, viene richiamata dentro per compensare il vuoto creato, generando un ricircolo completo e immediato.
Perché l’abitacolo diventa un forno e il climatizzatore da solo non basta
Il surriscaldamento di un’auto esposta al sole avviene in tempi sorprendentemente brevi. Con una temperatura esterna di circa 30 gradi, l’interno del veicolo può salire fino a 50 gradi in appena mezz’ora, a causa dell’effetto serra: la luce solare attraversa i vetri, riscalda le superfici interne e il calore resta intrappolato senza vie di fuga.
Le conseguenze non riguardano solo il disagio del conducente, poiché oggetti lasciati a bordo rischiano di deteriorarsi o, nei casi più estremi, di incendiarsi. Accendere subito l’aria condizionata sembra la soluzione più naturale, ma questo metodo richiede diversi minuti prima di essere efficace e comporta un aumento dei consumi di carburante stimato tra l’8% e il 10%, pari a circa 0,2-0,4 litri l’ora.
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