News
Auto a guida autonoma: chi paga le multe? Come funziona negli Stati Uniti

Guida autonoma senza conducente: le multe di Austin, le regole della California e la corsa mondiale a nuove norme di responsabilità civile.
Sedici incidenti in tre mesi, ventuno multe per divieto di sosta e una causa legale contro un robot di consegna: il bilancio delle auto a guida autonoma ad Austin racconta un problema che il diritto americano non ha ancora risolto del tutto. Mentre il Texas fa i conti con le difficoltà pratiche di sanzionare un veicolo senza conducente, la California ha scelto la strada opposta e ha varato regole che dal 2026 obbligano le aziende a pagare direttamente le infrazioni delle proprie flotte.
Sullo sfondo resta una questione più ampia, che riguarda tanto gli Stati Uniti quanto l’Unione Europea: come ripartire le responsabilità civili quando l’errore non è più umano ma tecnologico, e come dovranno adattarsi le compagnie assicurative a questo cambiamento.
Il caso di Austin: incidenti, una causa legale e le multe difficili da notificare.
Un’analisi del quotidiano statunitense Axios ha individuato 16 incidenti che hanno coinvolto i veicoli Waymo nella capitale texana tra il 16 giugno e il 15 settembre 2025. Dal debutto nel 2017 la flotta dell’azienda ha percorso complessivamente oltre 96 milioni di miglia, circa 154,5 milioni di chilometri, in modalità completamente autonoma.
Non solo incidenti stradali: ad Austin un ciclista ha fatto causa ad Avride dopo essere rimasto coinvolto, nel 2024, in uno scontro con uno dei suoi robot di consegna. Secondo la denuncia il dispositivo non ha rispettato la precedenza a un incrocio; l’azienda respinge l’accusa e parla di negligenza da parte del ciclista. Axios ha inoltre contato 21 multe per sosta vietata tra novembre 2024 e fine maggio 2026, venti delle quali riconducibili a mezzi Waymo fermati in zone di rimozione forzata o senza pagamento del parchimetro, mentre l’unica sanzione restante riguarda un veicolo di Zoox, controllata da Amazon. Notificare una multa a un’auto senza guidatore comporta passaggi che un conducente umano non richiede, perché il proprietario registrato è l’azienda stessa.
Lo conferma Stacy McKenzie, specialista amministrativa del tribunale municipale di Austin: “Questo crea diverse difficoltà, tra cui individuare e convocare il rappresentante aziendale appropriato, gestire le comparizioni tramite i legali e affrontare i meccanismi limitati a disposizione per garantire il rispetto delle ordinanze del tribunale”.

La svolta californiana: dal 2026 sono le aziende a pagare le multe delle flotte.
Il Dipartimento dei veicoli a motore della California ha scelto un approccio diverso da quello texano, approvando una normativa dedicata ai mezzi a guida autonoma che entrerà in vigore il primo luglio 2026. La regola centrale è netta: saranno le case produttrici a farsi carico delle sanzioni notificate ai propri veicoli, senza le complicazioni burocratiche registrate ad Austin.
Le forze dell’ordine avranno inoltre la facoltà di emettere un avviso formale di non conformità, aprendo un canale diretto con il costruttore per la risoluzione di eventuali anomalie software. È previsto anche un sistema di controlli periodici sulle flotte circolanti, con la possibilità, nei casi più gravi, di sospendere o revocare i permessi operativi. Le aziende dovranno garantire risposte rapide agli operatori, comprese le richieste urgenti di rimozione di un mezzo mal parcheggiato: un primo tentativo di attribuire responsabilità chiare, la cui efficacia si potrà valutare solo nei prossimi mesi.
Il quadro internazionale: dall’accordo europeo alla revisione delle polizze assicurative.
La partita della guida autonoma si gioca ormai anche fuori dagli Stati Uniti. All’inizio di giugno 2026 diciotto Stati membri dell’Unione Europea, tra cui l’Italia, hanno firmato una dichiarazione d’intenti per favorire la sperimentazione transfrontaliera su larga scala, con l’obiettivo di impedire che ogni Paese adotti regole nazionali incompatibili tra loro.
Negli Stati Uniti il fenomeno è già maturo, in particolare per i servizi robotaxi: le previsioni di Telemetry per il 2025 indicano che entro il 2028 oltre metà delle nuove auto vendute nel Paese avrà sistemi di guida autonoma. Questa crescita costringe il settore assicurativo a rivedere i criteri di valutazione del rischio e a separare le polizze legate al conducente da quelle riferite al veicolo. Il tema diventerà ancora più delicato quando le tecnologie in sperimentazione permetteranno ai guidatori di non tenere lo sguardo sulla strada in determinate condizioni: in quel caso la responsabilità di eventuali incidenti ricadrà sui produttori dei veicoli o sui fornitori del software.
Clicca qui per iscriverti al nostro canale Telegram
Clicca qui per mettere "mi piace" alla nostra pagina Facebook
Riproduzione riservata © - MM














